Il metodo della nonna per combattere le zanzare diventa una startup. A pensarci sono stati Federico Ventura e Andrea Bisaccioni , due econo...

Tecnologia batteryless e rame per combattere le zanzare: Moskyp

By agosto 01, 2017 ,

Il metodo della nonna per combattere le zanzare diventa una startup. A pensarci sono stati Federico Ventura e Andrea Bisaccioni, due economisti che hanno studiato una tecnologia, sostenibile sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, per eliminare l’insetto che tormenta le nostre estati.


Moskyp è il nome del progetto mentre Mosquito Accopper è il primo prodotto rivolto al mercato delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti privati che devono presidiare i propri tombini con la profilassi necessaria. “L’idea è venuta a Andrea dopo aver lavorato tre anni ad Anthea a Rimini occupandosi degli operai che andavano a depositare le sostanze chimiche nei tombini” - racconta Federico - “ha cominciato a pensare che il modo di operare corrente fosse inefficace, inefficiente e costoso e soprattutto poco attento all'ambiente”. “Abbiamo quindi buttato un occhio al futuro guardando al passato andando a recuperare il metodo del rame nell’acqua per uccidere le larve di zanzara, lo stesso delle generazioni prima di noi” - continua il co-founder di Moskyp.

Per mettere a punto il progetto i due fondatori hanno reclutato tre persone nell’advisor team, Monica Zanzani e Francesco Sannicandro e Alberto Bia, ingegnere meccanico per la progettazione a livello pratico. “Il rame non può essere utilizzato al momento perché affonda, ossida e una volta messo nel tombino, se piove, finisce giù nello scarico sommerso dal fango” spiega Federico “il nostro invece è un dispositivo che, tramite tecnologia “batteryless”, previene l’affondamento e l’ossidazione del rame”.

Al di là di come andrà la competizione, i promotori di Moskyp sono già soddisfatti di essere arrivati fino a qui. “A noi interessa molto l’aspetto promozionale e abbiamo visto che la notizia della nostra selezione sta già girando” dice lo startupper “siamo contenti anche dello scambio che abbiamo avuto con gli altri ragazzi”. “Dalla Start Cup ci aspettiamo di riuscire a trovare un seed ma questa esperienza ci ha dato tanto dal punto di vista della formazione, anche se sono materie che abbiamo studiato non si finisce mai di imparare” aggiunge Federico “è importante fare un bagno di umiltà: credere in se stessi va bene ma sappiamo che non è bene innamorarsi della propria idea, si rischia di fare lo sfondone”.





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