A sentirli parlare, la parola che pronunciano più spesso è passione. L’idea di sviluppare soluzioni a basso costo per lo studio del dna è...

Il kit low cost per le analisi del dna: il progetto EasyPCR

By ottobre 03, 2017 ,


A sentirli parlare, la parola che pronunciano più spesso è passione. L’idea di sviluppare soluzioni a basso costo per lo studio del dna è nata dall’amore per la biologia, solo che Gabriele Borelli, Tommaso Zanotti e Livio Saracino, i promotori di EasyPCR, sono ingegneri elettronici di 25 anni. “Abbiamo frequentato l’istituto tecnico insieme a Modena e da quella volta nei laboratori abbiamo capito che ci interessava applicare l’elettronica alla life science” - racconta Gabriele. In questo arco di tempo i tre hanno sempre cercato risposte a problemi che vedevano attorno a loro, come quando, durante l’università, hanno messo a punto un sistema per aiutare nuotatori ciechi a capire quando fossero alla fine della vasca o dei sensori per monitorare la salute delle ginocchia.
 Le loro idee partono dal dialogo e dall'osservazione. E così, grazie alla frequentazione di biotecnologi, hanno pensato di mettere a servizio di chi lavora tutti i giorni con il DNA le loro competenze. “Per chi lavora sul DNA la PCR è uno strumento fondamentale: è come il martello per il muratore. Delle strumentazioni molto costose che si usano quotidianamente, alla fine si usano solo il 5-10% delle potenzialità” - spiega il bioingegnere - “noi offriamo una soluzione completa che va dal dispositivo al kit di reagenti, in grado di ottenere un risultato affidabile in tempi brevi”. 
Allo Startup Day i tre hanno conosciuto Mattia Pieropan che è entrato a far parte del team. “Mattia è una belva della biologia molecolare e rappresenta l’utilizzatore di questo strumento: lui ci dice di cosa ha bisogno e noi interveniamo con le nostre conoscenze. 
Alla fine a questi due mondi manca solo un po’ di comunicazione”. “Nei laboratori o c’è la Ferrari o la bicicletta, ma la maggior parte delle volte quello che serve è una Panda” - chiarisce Gabriele, bravo a illustrare in parole semplici concetti complessi - “il nostro business model è simile a quello dei marchi di caffè, che guadagnano vendendo le capsule: noi alla stessa maniera venderemo il kit dei reagenti”. 
Il team di EasyPCR è in fase di beta-test e a dicembre consegnerà i primi dispositivi a importanti centri di ricerca europei. “Finora abbiamo investito di tasca nostra, con la Start Cup cerchiamo chi voglia scommettere su di noi” - dice Gabriele - “per andare avanti abbiamo bisogno di risorse: noi puntiamo sul fatto che sviluppiamo un progetto biotech innovativo che però necessità di una quantità di fondi limitata”.

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