Prevedere gli incidenti stradale grazie allo smartphone: i primi test sui veicoli in Africa e poi in Europa. Ridurre gli incid...

Focus finalisti/Securtrans

By ottobre 03, 2018 ,

Prevedere gli incidenti stradale grazie allo smartphone: i primi test sui veicoli in Africa e poi in Europa.




Ridurre gli incidenti in auto è importante, farlo dove la sicurezza stradale è ancora una chimera lo è ancora di più. Securtrans è il nome del progetto sviluppato da Thierry Djiomou con Steve Piwele, entrambi ingegneri delle telecomunicazioni di origine camerunense.
Securtrans è un sistema unificato e centralizzato per il monitoraggio della sicurezza stradale che raccoglie ed elabora dati sulla velocità, la posizione e lo stato dei veicoli come la pressione pneumatica o il livello dell’olio, per fornire un servizio agli utenti della strada” spiega l’ingegnere “il fine è quello di prevedere gli incidenti grazie a servizi di manutenzione, di assistenza stradale e sanitari offerti in varie modalità come semplici avvisi inviati attraverso lo smartphone”. 
Il progetto prevede varie fasi e punta ad arrivare alle grandi case automobilistiche. Per iniziare però Thierry e Steve hanno pensato a un territorio ancora inesplorato. “Vorremmo partire dall’Africa installando il nostro sistema con scatole nere: le macchine più recenti ce l’hanno già di serie ma quelle prodotte 15/20 anni fa no e queste sono circa il 75% in Africa” sottolinea l’ideatore di Securtransla nostra sfida iniziale è quella di democratizzare questi servizi rendendoli disponibili a ogni tipo di veicolo”. 

Securtrans è un servizio da immaginare come un abbonamento a internet, in questo caso la scatola nera è il modem. “Questi servizi in Africa non ci sono: noi avremo la possibilità di testare il sistema” continua Thierry “quando il nostro prodotto sarà maturo potremo muoverci verso l’Europa con un background importante”. 
Thierry e Steve guardano anche a un futuro non così prossimo. Le auto presto saranno in grado di andare in strada da sole e quello è un mercato da tenere in considerazione. Ora i passi da fare sono da un lato portare avanti i contatti che si sono dimostrati interessati in questa fase di avvio in Africa, dall’altro trovare eventuali partner tecnologici. “La reazione di tutti quelli con cui ne abbiamo parlato è stata incoraggiante” confessa Thierry, consapevole che il suo approccio all’idea è cambiato rispetto a quando ha cominciato il percorso della Start Cup. “Prima ero un ingegnere appassionato concentrato sul sistema” dice il founder di SecurTrans “ora lo vedo in un’ottica di business: adesso sono un ingegnere con una visione da imprenditore”.

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