Fuori dalle aule universitarie e dai laboratori è iniziato il percorso della Start Cup. 

Il racconto del Bootcamp

By giugno 05, 2019

Fuori dalle aule universitarie e dai laboratori è iniziato il percorso della Start Cup. 
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Fuori dalle aule universitarie e dai laboratori i venti team selezionati per la corsa della Start Cup Emilia-Romagna si sono trovati negli spazi del Camplus Bononia a Bologna per una due giorni di formazione intensiva.
Con la supervisione dei coach di dpixel, il Bootcamp – così abbiamo chiamato questa prima fase - ha permesso ai partecipanti di entrare nel vivo della competizione. Scopo dell’attività è la costruzione di un pitch efficace. L’obiettivo infatti è quello di preparare una sintesi di quattro minuti in grado di catturare l’attenzione della platea di esperti e addetti ai lavori presenti a Research to Business i quali, attraverso il loro giudizio, contribuiranno a decretare i dieci team che accederanno alla fase finale della business plan competition.
“Siamo qua per aiutarvi a migliorare il più possibile la storia che racconterete” spiega Niccolò Sanarico, uno dei coach di dpixel “il Bootcamp e la Pitching session di domani vi saranno utili per avere un riscontro su ciò che siete in questo momento: qui si decide chi è dentro e chi è fuori dalla competizione ma non è un giudizio definitivo sul vostro progetto”. 
La formazione ha alternato momenti teorici a lavori di gruppo dove mettere in pratica gli insegnamenti impartiti in aula: per molti è stata l’occasione di familiarizzare ulteriormente con il concetto di impresa visto che la Start Cup quest’anno si concentra sulle idee provenienti dal mondo della ricerca. 
“Bisogna fare un salto concettuale” aggiunge Antonello Bartiromo di dpixel “qui non si tratta più di un’attività di ricerca fine a se stessa ma di spiegare a un investitore quanto sia interessante l’opportunità che proponete”. 
Un cambio di paradigma necessario per cimentarsi con il mercato che rimane comunque il metro per valutare l’orizzonte di un progetto. È per questo che una parte dei lavori è stata destinata alla preparazione dell’attività a cui abbiamo dato il nome di Out of the building, un altro dei momenti in programma a Research to Business nella mattinata del 6 giugno: si tratterà del primo confronto con potenziali clienti o partner che potranno dare qualche indicazione rispetto ai prodotti o servizi proposti dalle startup. 
“Il momento di Out of the Building è necessario per validare l’idea andando a intercettare potenziali clienti” specificano i coach “occorre porre le domande giuste cercando però di resistere alla tentazione di trovare conforto da risposte superficiali che non offrono spunti concreti”. “Preparate domande a cui neanche vostra madre potrà mentirvi” ammoniscono “questa è la fase in cui si possono ancora ricevere cattive notizie: c’è tempo poi per aggiustare il tiro”.
Per scoprire i volti di questa edizione della StartCup Emilia-Romagna e le sue varie fasi seguite l’account @erstartup su Twitter e la pagina EmiliaRomagnaStartUp su Facebook, l’hashtag in entrambi i casi è #StartCupER. 

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