Ok pitch e business plan ma anche la comunicazione è importante. Ecco gli aspetti da tenere a mente. Lo startCupper è talmente immerso n...

Last but not least: la comunicazione

By agosto 08, 2019 , , , , , , , ,

Ok pitch e business plan ma anche la comunicazione è importante. Ecco gli aspetti da tenere a mente.

Lo startCupper è talmente immerso nella propria idea che talvolta trascura alcuni aspetti legati alla comunicazione. Certo, un progetto d’impresa legato alla ricerca assorbe ogni cellula del corpo e della mente ma è opportuno sottolineare che anche la comunicazione è importante.

Ecco di seguito alcuni temi su cui ragionare in vista della finale e del contatto con potenziali clienti, partner, collaboratori, investitori e giornalisti. Durante questi primi passi potrebbe non essere ancora necessario avvalersi di professionisti del settore ma ricordatevi che questa voce andrà contemplata sia nel business plan sia nel computo del tempo da destinare a queste attività.

Preparate un press kit
Basta un link su Drive o WeTransfer o affini con un breve comunicato stampa in italiano e in inglese in cui con molta semplicità raccontate il vostro progetto. Prima di condividerlo accertatevi che sia chiaro anche per i non addetti ai lavori: non tutti sono competenti nella vostra materia. Preparate alcune foto del/dei founder o del team che possono essere adatte, per esempio, a un articolo di giornale. Sembra un dettaglio ma ha la sua importanza per cui fatevi trovare preparati se qualcuno bussa alla vostra porta con questa richiesta.

Raccontate una storia

Se per la presentazione del pitch è necessario essere brevi e diretti, in altre circostanze lo storytelling è fondamentale per destare l’attenzione e scatenare la curiosità di chi vuole saperne di più. Spesso ci sono storie meravigliose dietro un progetto che non si raccontano mai o che passano in secondo piano. Se vi contatta un giornalista con buona approssimazione vorrà partire da quella. Spendere qualche parola su come è nata l’idea potrebbe essere un buon punto di partenza.

Il logo vi rende riconoscibili
Di questo aspetto abbiamo parlato anche in occasione della giornata formativa dedicata alla proprietà intellettuale. Quel segno grafico identifica la vostra idea e vi dà un allure di professionalità. Ragionate bene quindi sul logo e di conseguenza anche sul nome da dare alla vostra startup.

Sito e social network

Al giorno d’oggi non è un’impresa eccezionale avere un sito, anche basic, e una pagina aggiornata di un social network (da valutare quello più si confà al vostro progetto). Ricordatevi di inserire le informazioni più importanti: di cosa vi occupate, i membri del team, l’indirizzo e i recapiti. Una volta varati i social, sarebbe opportuno tenerli vivi con qualche aggiornamento relativo alla vostra attività. Per voi può sembrare secondario, ma di solito queste sono le prime cose che i giornalisti (ma non solo loro) vanno a guardare per capire se vale la pena approfondire.

Il biglietto da visita


Come abbiamo avuto già modo di dire, non si può mai sapere dove è nascosto un investitore o un cliente. Il biglietto da visita è comodo per evitare l’imbarazzo di capire chi deve segnarsi il numero e inoltre contiene più informazioni: nome, sede, telefono, mail e auspicabilmente sito e pagine social. Lontani i tempi in cui si doveva andare in tipografia: ora si possono ordinare on line con pochi e semplici passaggi. Anche se il vostro obiettivo è diventare una startup di un certo livello e prendere voi i biglietti da visita tenendo le redini del controllo della relazione, in questa fase di avvio però dovete ancora farvi conoscere. Guai a farvi trovare impreparati.


(Grazie a Niccolò Sanarico di dPixel per i suggerimenti)

Poterebbe interessarti anche

0 commenti