La startup produce bioplastica partendo da fanghi di depurazione generando una risorsa da  un rifiuto.

B-PLAS - Intervista ai finalisti

By settembre 13, 2019 , , , , , , , , ,

La startup produce bioplastica partendo da fanghi di depurazione generando una risorsa da un rifiuto.

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B-PLAS, un progetto in finale della Start Cup Emilia-Romagna, nasce all’Università di Bologna dall’incontro di docenti e ricercatori di Chimica e di Economia. Eleonora Torricelli e Giorgia Pagliano ci raccontano di che si tratta. 
#Industrial

Di che cosa si occupa B-PLAS?

Con la nostra startup noi convertiamo i fanghi di depurazione in bioplastica, riducendo così il volume dei fanghi destinato allo smaltimento finale. Anche il nome che abbiamo scelto lo descrive: B-PLAS sta per BioPLAstics from Sludge (sludge in inglese significa appunto “fango”). Dal momento che utilizziamo un rifiuto proveniente dagli impianti di depurazione delle acque reflue del comparto agroalimentare, la nostra bioplastica ha un costo inferiore rispetto a quella che adesso è sul mercato ma garantisce le stesse performance. Il fango che di solito per un’azienda è una spesa si trasforma così in risorsa nel rispetto dell’economia circolare.

Da chi è composto il team?

Il team composto da dieci persone: siamo tutti docenti e ricercatori dell’Università di Bologna che si sono incontrati grazie a Climate-KIC. Di questi, sette fanno parte del dipartimento di Chimica (Elenora Torricelli, Giorgia Pagliano, Alisar Kiwan, Daniele Pirini, Paola Galletti, Chiara Samorì, Cristian Torri) mentre gli altri tre sono del dipartimento di Economia (Matteo Mura, Franco Visani, Filippo Boccali). In virtù di questa appartenenza, ci costituiremo in spin-off universitario.

Come è nata l’idea?

L'idea è figlia di progetti diversi a suo tempo finanziati da CNR, Fabbrica del Futuro, Rete alta Tecnologia e Climate-KIC. La modalità per ottenere la bioplastica è nota dagli anni ’70: la nostra innovazione sta nel mettere in sequenza una serie di step già esistenti unendo trattamenti termochimici con trattamenti biologici. Inoltre noi utilizziamo colture microbiche miste e il fango come substrato di alimentazione abbattendo i costi di produzione.

A che punto siete?

A luglio abbiamo finito di costruire l'impianto dimostrativo a Faenza nel quartier generale di Caviro Extra, compagnia leader in Italia nel settore vitivinicolo. Siamo in attesa delle autorizzazioni per farlo partire: l’impianto, una volta a regime, sarà in grado di produrre all’anno circa 2 tonnellate di bioplastica a partire da 1000 tonnellate di fango. Una parte del sistema è in fase di brevettazione UNIBO, è stato depositata richiesta. L’invenzione è relativa ad un sistema per il trasferimento selettivo degli acidi grassi volatili. Ci stiamo muovendo anche sul fronte commerciale recuperando contatti nelle fiere di settore. Abbiamo individuato due tipologie di clienti: da un lato le aziende che devono smaltire i fanghi e dall’altro chi vuole sostituire le plastiche fossili utilizzate con la nostra bioplastica.

Quali sono i punti di forza di B-PLAS e quali, invece, i punti di debolezza?

Tra i nostri punti di forza c’è sicuramente quello di poter produrre una bioplastica che ha le stesse caratteristiche di certe plastiche fossili a un prezzo competitivo mentre i punti di debolezza sono più che altro rappresentati dalle normative italiane che risalgono agli anni ’80. Entro fine anno la situazione si dovrebbe sbloccare a livello nazionale: c'è tutto un mondo legato allo smaltimento dei rifiuti che non può più aspettare!

Un bilancio del percorso della Start Cup?

Abbiamo tratto un grande vantaggio da tutta la formazione di cui abbiamo potuto beneficiare anche se è stato molto impegnativo seguire il percorso e al contempo stare dietro ai momenti cruciali dello sviluppo del nostro progetto. Abbiamo avuto modo di mettere subito in pratica le conoscenze acquisite nelle fiere di settore soprattutto quando siamo andati a intercettare i nostri potenziali clienti.

Cosa vedete nel vostro futuro?

Innanzitutto non vediamo l’ora di poter costituire la nostra azienda e vederla crescere. Potremo finalmente testare direttamente ciò che abbiamo studiato a lungo in tutti questi anni. E poi si fa un gran parlare di economia circolare, noi la mettiamo in pratica sul campo! La nostra soluzione offre una risposta sul fronte dello smaltimento dei rifiuti e lo fa avendo a cuore l’ambiente: l’attualità ci dice che ne abbiamo davvero bisogno. Sarà una bella emozione toccare con mano quello che finora abbiamo visto da lontano.

«Finalmente potremo toccare con mano gli sforzi delle nostre ricerche. Noi l’economia circolare di cui si parla tanto la mettiamo davvero in pratica: in questo momento di emergenza climatica, poter trasformare un rifiuto in una risorsa è particolarmente importante»

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