Dispositivo in grado di riprodurre in laboratorio le condizioni fisiologiche e patologiche in cui si trovano le cellule nel corpo umano. ...

InSimili - Intervista ai finalisti

By settembre 06, 2019 , , , , , , , ,

Dispositivo in grado di riprodurre in laboratorio le condizioni fisiologiche e patologiche in cui si trovano le cellule nel corpo umano.

Abbiamo intervistato tutto il team di InSimili per conoscere più da vicino il progetto finalista di questa edizione della Start Cup Emilia-Romagna. #LifeScience

Di che cosa vi occupate?
InSimili è un nuovo paradigma sperimentale pensato per avere un drug screening molto più efficiente ed efficace nel processo di selezione dei farmaci. Ciò avviene perché il dispositivo che abbiamo brevettato è in grado di simulare le condizioni del corpo umano in coltura cellulare per una sperimentazione più vicina alla realtà. Il dispositivo si chiama “in simili” perché è il nome che abbiamo scelto per battezzare questo nuovo paradigma che si affianca a quelli già esistenti, con nomi sempre di derivazione latina, “in vitro” e “in vivo”.

Da chi è composto il team?
Il team è composto da Stefania Rapino, Luca Bartolini, Marco Malferrari e Andreas Lesch.  Si aggiungono inoltre due advisor Francesco Zerbetto e Gastone Castellani. Veniamo tutti dall’Università di Bologna, chi da Chimica, chi da Biologia, chi da Chimica Industriale, chi da Fisica. Abbiamo conosciuto Andreas invece in occasione di una collaborazione con il Politecnico di Losanna e adesso è qui con noi. Proprio per questo legame, ci costituiremo come spin-off universitario.

Come è nata l’idea?
Per lavoro studiamo il microambiente delle cellule e dei tessuti viventi in caso di malattia. Conoscendo bene le condizioni nelle quali avvengono le sperimentazioni legate ai farmaci, abbiamo voluto creare un dispositivo che potesse riprodurre le condizioni del corpo umano. Questo permette di ridurre i tempi e garantisce un minore margine di errore perché il contesto è quanto più vicino possibile a quello reale.

A che punto siete?
Come dicevamo sopra, abbiamo già un brevetto con l'Università di Bologna quindi in questa fase, anche approfittando della competizione, stiamo mettendo a punto il business plan. Con un’idea già validata e testata, possiamo approfondire la parte economico-finanziaria, quella commerciale e di market analysis anche perché presto questo documento ci servirà per raccogliere i finanziamenti necessari per partire e per gli incontri con potenziali investitori.

Quali sono i punti di forza di InSimili e quali, invece, i punti di debolezza?
Unico, efficace, semplice da usare e facilmente implementabile, scalabile e adattabile: sono gli aggettivi che descrivono bene i punti di forza del dispositivo che abbiamo sviluppato. Questo ci rende anche particolarmente competitivi visto che sul mercato al momento non esistono soluzioni simili, quello che c’è ha un grado di complessità maggiore. Quindi possiamo dire che ci sentiamo molto sicuri sul piano scientifico visto che veniamo tutti dal mondo della ricerca mentre siamo più scoperti sull’aspetto di business.

Un bilancio del percorso della Start Cup?
Considerando che siamo partiti da zero quello che abbiamo imparato è tutto di guadagnato. Abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza su quello che ci serve e che ci manca anche a livello di team.

Cosa vedete nel vostro futuro?
Siamo tutti ricercatori e la nostra ambizione è quella di vedere molta dell'attività di sperimentazione fatta “in simili”. Un nuovo paradigma utilizzato in maniera estesa avrebbe un grande impatto sulla società. Non si tratta solo di ottenere un riconoscimento personale e per la nostra attività di ricerca, per quanto importante: avere una selezione di farmaci più efficace in tempi più brevi porta un vantaggio per tutti e questo non è da trascurare visto che parliamo della vita delle persone. L’aspetto etico per noi è fondamentale anche se ci siamo resi conto, partecipando al percorso, che la parte idealista si scontra a volte con logiche di mercato. Questo però è un prezzo che paghiamo volentieri se poi la ricompensa è il benessere e la salute del paziente. Del resto è per questo che abbiamo dedicato la nostra vita per la ricerca.

«Il nostro sogno è quello che il nostro dispositivo diventasse un nuovo paradigma per la sperimentazione: avere una selezione di farmaci più efficace in tempi più brevi porta un vantaggio per tutti e questo non è da trascurare visto che parliamo della vita delle persone»

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