La startup intende sviluppare una nuova generazione di supercondensatori modellabili su qualsiasi superficie e volume.

Novac Supercap - Intervista ai finalisti

By settembre 13, 2019 , , , , , , ,




La startup intende sviluppare una nuova generazione di supercondensatori modellabili su qualsiasi superficie e volume.


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Tra i finalisti della StartCup Emilia-Romagna c’è anche il team che si occupa di automotive nato in seno all’Università di Modena e Reggio Emilia. Abbiamo chiesto a Matteo Bertocchi e Alessandro Fabbri di raccontarci il progetto. #Industrial



Di che cosa si occupa Novac Supercap?
Il nostro team sta lavorando alla creazione di una nuova generazione di supercondensatori. Per chi non lo sapesse, i supercondensatori (supercap in inglese) sono dei dispositivi di immagazzinamento di energia che in un futuro saranno accoppiati alle batterie con l’obiettivo di ottenere dei sistemi di energy storage più performanti. Questi dispositivi trovano già applicazione, per esempio, nelle auto elettriche e ibride, ma quelli che ci sono in commercio presentano alcune criticità. Quello che noi stiamo facendo è mettere a punto una soluzione custom made che vada a sanare quei problemi che ad oggi si riscontrano.

Da chi è composto il team?
Il nostro team è composto da cinque persone. Siamo tutti studenti di ingegneria dell'università di Modena e Reggio Emilia, tutti con competenze diverse. Aldo Girimonte frequenta ingegneria dei materiali, Loris Bruzzi ingegneria elettronica, Francesco Calabrese studia Manufacturing Engineering, infine Matteo Bertocchi e Alessandro Fabbri, entrambi di ingegneria del veicolo. Ci siamo incontrati perché siamo stati tutti selezionati per il percorso formativo di UniMoRe chiamato TACC - Training for Automotive Companies Creation. Lì si dovevano creare dei gruppi di lavoro per sviluppare una startup: così è nata Novac Supercap.

Come è nata l’idea?
L'idea è nata, appunto, nelle aule universitarie. Il nostro ingegnere dei materiali Aldo Girimonte aveva in mente un modo per sviluppare una nuovo supercondensatore solido che possa essere modellabile  sulle superfici o nei volumi liberi dei veicoli elettrici garantendo maggiori standard di sicurezza e libertà di progettazione . Dopo il TACC abbiamo iniziato la fase di prototipazione con risultati molto incoraggianti nei laboratori dell’università per mettere in pratica quello che avevamo ipotizzato in teoria. A quel punto abbiamo trovato il bando della StartCup Emilia-Romagna e abbiamo deciso di candidarci.

A che punto siete?
In questo ultimo anno siamo stati molto in laboratorio. Stiamo testando la nostra tecnologia portando avanti in parallelo la ricerca in due laboratori, uno a Parma e uno a Modena. Alla fine di questa fase di sviluppo del prodotto, sceglieremo la soluzione che si dimostrerà più performante. Per quanto riguarda i brevetti, sono diversi quelli che potremmo richiedere: potremmo brevettare sia il supercondensatore in sé sia i materiali che lo compongono oltre al metodo di produzione del dispositivo. Procederemo con richiesta del primo di quelli che abbiamo elencato, così da essere protetti in questa fase della ricerca. Entro l’anno, inoltre abbiamo intenzione di costituirci come startup universitaria.

Quali sono i punti di forza di Novac Supercap e quali, invece, i punti di debolezza?
Tra i punti di forza del nostro progetto ci sono sicuramente la possibilità di essere protetti da un brevetto ma anche la nostra posizione geografica visto che siamo nel cuore della Motor Valley. Questo rende più facile il contatto con le aziende che sviluppano veicoli o lavorano nel campo dell’elettrico. La nostra multidisciplinarietà è tra i vantaggi del team: avendo a disposizione internamente questo know-how non abbiamo bisogno di andare a cercare fuori altre risorse e consulenze. Un punto di debolezza invece la durata della ricerca sul nostro prodotto prima che possa debuttare sul mercato. C’è tutto il tema della sicurezza da rispettare e il test sui materiali da validare. Il mercato inoltre è vasto e gli standard richiesti sono piuttosto stringenti. Ma ci lavoreremo.

Un bilancio del percorso della Start Cup?
Fino ad ora è stato un percorso molto utile per noi, soprattutto dal punto di vista formativo. In poche lezioni abbiamo appreso informazioni su temi molto complessi, che ci hanno preparato al meglio per i nostri prossimi passi. La Start Cup ci ha dato inoltre l’opportunità di entrare in contatto con altre persone provenienti da altre Università che hanno la nostra stessa ambizione e devono affrontare le nostre stesse sfide.

Cosa vedete nel vostro futuro?
Nei piani ci sarebbe quella di avere una nostra azienda che si occupa di manufacturing di supercondensatori in grado di essere autonomi senza dover ricorrere a outsourcing per la maggior parte del processo. Modificare lo standard attuale dei supercondensatori sviluppando una nostra tecnologia, ecco, questo è il nostro sogno.

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