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Volete chiarimenti sul bando della Start Cup Emilia-Romagna 2020 o volete parlare con qualcuno che vi aiuti a capire le potenzialità del v...

Il team di AREA S3: ecco gli esperti in aiuto ai candidati

By maggio 11, 2020

Volete chiarimenti sul bando della Start Cup Emilia-Romagna 2020 o volete parlare con qualcuno che vi aiuti a capire le potenzialità del vostro progetto d’impresa? Se la risposta è sì, avete ancora qualche giorno di tempo per farvi aiutare dal team di giovani esperti di ART-ER, presenti in tutte le province emiliano-romagnole per supportarvi nella candidatura.

Si tratta di persone con preparazione ed esperienza nella creazione d’impresa e che conoscono i singoli territori, vantaggio questo non da poco anche nell'ottica di consigli e opportunità mirate.

Dopo aver incontrato i referenti di AREA S3 di Piacenza, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, oggi faremo la conoscenza dei referenti della di Ravenna, Rimini e Forlì - Cesena, di Parma e di Bologna.

Se volete, non esitate a contattarli! Ricordatevi che il bando scade il 15 maggio.

Chi sono


Sara D'Attorre (Area S3 Ravenna)

Sono laureata in Storia Contemporanea e in Management per l’Economia Sociale. In ART-ER, ho gestito per un anno il presidio regionale in Silicon Valley e mi occupo di sviluppo di progetti di internazionalizzazione dell'ecosistema regionale negli USA. Inoltre lavoro nell'Area S3 sul territorio di Ravenna per supportare i giovani con alte competenze, idee imprenditoriali innovative e progettualità collaborative tra i diversi attori.

Nicolò Pranzini (Area S3 Rimini e Forlì-Cesena)

Sono laureato in Scienze politiche con specializzazione in Cooperazione Internazionale a cui sono seguiti un anno di servizio civile volontario nella mia città, un'esperienza di quattro anni a Bruxelles in una ONG internazionale e diversi anni da freelance nel campo della progettazione sociale. Sono arrivato in ART-ER nel 2016 per occuparmi degli Spazi Area S3 di Ravenna e Rimini e sono attualmente anche referente di un programma di Big Data e Digital Skills per neo-laureati e della rete regionale dei Laboratori Aperti.



Alain Marenghi (Area S3 Parma)

Sono in ART-ER dal 2015 ma mi occupo di imprenditorialità innovativa dal 2004. Ho una formazione economica-quantistica ma ho letto anche tanto Dostoevskij.








Giorgia Cossovel (Area S3 Bologna)


Attirata da un articolo sull’economia della conoscenza, nel 2008 ho scoperto il Consorzio Spinner con cui ho iniziato a collaborare alle attività dedicate allo sviluppo di quelle che ora chiamiamo anche in Italia startup ma che a quel tempo venivano definite «idee di impresa ad alto contenuto tecnologico». Sette anni dopo sono entrata a far parte dello staff di ART-ER. Mi occupo di orientare le startup tra bandi e opportunità per crescere.



Qual è la caratteristica di un aspirante startupper che apprezzi di più?

Sara: Tenacia, curiosità e pragmatismo: qualità diverse ma tutte fondamentali.

Nicolò: La capacità di apprendere e adattare la propria idea in corsa.

Alain: A mio avviso sono sostanzialmente due, in questa sequenza: ascoltare e decidere.

Giorgia: La capacità di trovare continuamente nuove soluzioni.


Qual è la dote che le persone che hai supportato nei primi step della Start Cup ti hanno riconosciuto?


Sara: L'attenzione verso le persone e i loro progetti ma anche la messa in discussione delle loro idee in un’ottica di miglioramento.

Nicolò: Direi l'attenzione alla relazione e la disponibilità.

Alain: Quella di riuscire a metterli in difficoltà.

Giorgia: La qualità di creare connessioni tra le persone.

In che modo convinceresti un team a partecipare alla Start Cup?

Sara: È un'opportunità per testare la loro idea ma anche loro stessi ma è anche un modo di conoscere un mondo molto diverso da quello che magari hanno conosciuto finora. Resta il fatto che la Start Cup è un momento di crescita e apprendimento per tutto il gruppo rispetto a temi che possono essere molto utili a prescindere dalla strada che poi ogni componente del team sceglierà.

Nicolò: Dicendo che si tratta di un'esperienza di crescita professionale e personale unica prima ancora di essere una competizione.

Alain: Dicendo che è un’occasione unica da tanti punti di vista. È un confronto tra pari, un momento di formazione e messa in discussione con sé stessi e un modo per acquisire capitale relazionale.


Giorgia: Sicuramente lavorerei in una startup che sviluppa un prodotto più che un servizio e mi occuperei delle relazioni con partner e investitori

La tua più grande soddisfazione personale legata alla Start Cup?

Sara: I ringraziamenti da parte di un team di un progetto arrivato in finale.

Nicolò: Il fatto di aver mantenuto legami professionali con le persone che ho supportato a prescindere dall’esito che ha poi avuto l’idea di startup.

Alain: Non posso citarne una in particolare. Diciamo che, avendone seguite tante da vicino, sono molto contento quando le persone riescono a realizzare i loro progetti. O anche quando capiscono che la loro strada è un’altra.

Giorgia: Posso citare un caso specifico. Era il 2014 e durante un evento di R2B un ragazzo mi racconta il suo progetto. Gli dico che secondo me il bando della Start Cup fa al caso suo. Lui mi ascolta e vince il primo premio ma non solo. In quell’occasione in pochi minuti spiega la sua soluzione e porta a casa il suo primo cliente convincendo una persona del pubblico. La startup esiste ancora: ha cambiato modello di business più volte ma proprio grazie alla capacità di trasformarsi offre un servizio innovativo a molte grandi aziende.


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