I vincitori e i protagonisti della prima edizione virtuale

Un dispositivo per la manutenzione predittiva dei macchinari, un nuovo materiale resistente a temperature estremamente alte rivolto al mercato aerospaziale e un videocardiografo in grado di valutare la funzionalità meccanica del cuore in sala operatoria. Real Time OCM, K3RX e JEM Tech sono le tre startup che conquistano il podio della Start Cup 2020 che si è chiusa giovedì 22 ottobre in versione rigorosamente virtuale.

Dei 63 progetti candidati a questa edizione, tutti provenienti  dal mondo della ricerca dieci sono quelli  arrivati alla finalissima (qui la brochure con le descrizione dei finalisti).

Il pitch della durata di 5 minuti ha influito sull’esito finale della valutazione per il 25% mentre il 75% del voto era determinato dal business plan. Il montepremi di ventimila euro messo in palio dai tre sostenitori Philip Morris Manufacturing and Technology Bologna, IREN UP e una ATI composta dall’Ordine degli Ingegneri delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza: Real Time OCM si è portato a casa l’assegno da 10 mila euro mentre K3RX e JEM Tech rispettivamente  6 e 4 mila euro.

I tre vincitori, insieme ai team di Zenit Smart Polycristals e AgroMateriae rappresenteranno l’Emilia-Romagna al Premio Nazionale per l’Innovazione che quest’anno si terrà a Bologna dal 30 novembre al 4 dicembre e decreterà le migliori idee d’impresa provenienti dalla ricerca, a livello italiano

Condotto Marina Silverii, vicedirettore di ART-ER  e da Cosmano Lombardo, founder e CEO di Search On Media Group, l’evento si è prestato anche a qualche considerazione sull’ecosistema regionale grazie alla partecipazione degli ospiti chiamati a intervenire. «È stata l’edizione della fiducia» ha osservato Marina Silverii «un percorso che si è svolto con una modalità on line in tutte le sue tappe testimoniando la nostra vicinanza al mondo delle startup e della ricerca». «La situazione sta cambiando: anche l’Europa sta investendo sulle startup con denaro e strumenti» ha aggiunto «ci auguriamo di essere un buon tramite tra questi team e le nuove possibilità che saranno messe in campo»

Gli assessori regionali Paola Salomoni e Vincenzo Colla, con delega rispettivamente alla scuola, università, ricerca, agenda digitale e allo sviluppo economico e green economy, lavoro e formazione hanno voluto partecipare all’evento, seppure in collegamento dai loro uffici. «Abbiamo lavorato molto negli ultimi tempi anche a stretto contatto con ART-ER per stimolare sul territorio le competenze necessarie all’imprenditorialità» ha sottolineato Salomoni «il nostro impegno si concretizzerà nel Patto per il lavoro e per il clima, un documento in cui indicheremo i temi da affrontare nei prossimi anni nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. In questo quadro si inseriscono le startup, embrioni di idee e noi in Emilia-Romagna dovremo averne cura e farle crescere».

«Su questo territorio vanno messe in campo strategie sulla filiera innovativa» incalza Colla «abbiamo bisogno di questa genialità anche per creare un’offerta maggiore di posti di lavoro dignitosi. Le grandi imprese che stanno nel mondo devono guardare a questo ventaglio di opportunità messo a disposizione dai nostri sistemi innovativi.  Vogliamo lanciare un messaggio culturale forte anche per non lasciare andare via tutta questa conoscenza che dobbiamo trasformare in abilità, altrimenti il nostro territorio rischia di impoverirsi».

Per quanto riguarda la qualità dei progetti presentati, c’è soddisfazione da parte di tutti i soggetti coinvolti nel percorso formativo di questi mesi. Antonello Bartiromo, CEO di dpixel partner tecnico della Start Cup, ragiona invece sulla figura del ricercatore-startupper. «Questo è stato il primo anno in cui abbiamo avuto a che fare con progetti 100% nati in ambito universitario» ha osservato Bartiromo «l’Emilia-Romagna ha una grande disponibilità di capitale umano qualificato che porta innovazione con la ricerca migliorando la vita delle persone. Ora bisogna trovare il modo di valorizzare tutto questo, favorendo il dialogo tra il mondo della ricerca e quello del mercato vista la fatica che fanno ad incontrarsi. Progetti come la Start Cup portano a un cambiamento di mindset necessario per compiere questo salto concettuale» continua «è più facile che un ricercatore diventi un imprenditore che non viceversa».

Prende la parola il presidente di PNI Cube Alessandro Grandi. Sarà lui ad annunciare le importanti novità relative al Premio Nazionale per l’Innovazione previsto a Bologna nelle prossime settimane. Il premio che vede riunite tutte le Start Cup nazionali si svolgerà in modalità virtuale il 30 novembre e il 4 dicembre. «È la prima volta che accade» evidenzia Grandi «daremo comunque alle startup l’opportunità di presentarsi come se fossero a una fiera, favorendo l’incontro con potenziali investitori ma anche con aziende interessate ad attività di open innovation». Per i dettagli relativi al PNI vi rimandiamo a futuri aggiornamenti.

«Ringrazio il team di ART-ER che ha dovuto ripensare il percorso in pieno lockdown» dice Giovanni Anceschi, presidente di ART-ER «il fatto di avere avuto un incremento sul numero delle candidature ci dimostra il valore dell’iniziativa». Anceschi, già startupper, offre ai partecipanti della business plan competition tre consigli: «Cercate di trarre beneficio da queste occasioni di formazioni e accompagnamento, accettando anche le sfide che arrivano dal mercato; insistete sull’attività di rete con enti e altre imprese perché dallo scambio si impara molto e infine un augurio: continuate a divertirvi come state facendo ora».

La finale è solo una tappa di un percorso che non si interrompe. «Arrivederci alla ventunesima edizione» saluta così Marina Silverii a conclusione dell’evento «il nostro lavoro continua e il prossimo anno ci reinventeremo a seconda delle condizioni che troveremo. Che sia un’edizione di contatti ma soprattutto di contatto, ne abbiamo bisogno».