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Interviste ai finalisti 2025: LINE vuole creare la nuova generazione di micro-generatori sostenibili

I piccoli generatori di energia utilizzati per portare corrente ai cantieri, nelle aree rurali o alle PMI sono ancorati ad una tecnologia e a combustibili fermi al passato. LINE vuole creare una nuova generazione di micro generatori: più efficienti, meno costosi e soprattutto più sostenibili. Come? Lo raccontano i quattro protagonisti del team del progetto: Enrico Mattarelli, Carlo Alberto Rinaldini, Stefano Caprioli e Francesco Scrignoli.

Come si chiama il vostro progetto e di cosa si occupa?

LINE sviluppa un motore per la generazione di potenza termica e elettrica “fuel neutral”, capace cioè di funzionare con biocombustibili (idrogeno, etanolo, biogas). L’obiettivo è portare nel settore dei generatori una tecnologia con oltre un secolo di storia e di sviluppo. 

Come è nata l’idea e cosa vi ha spinti a partire?

L’idea nasce da un progetto di ricerca universitaria sui motori e da una sfida urgente: ridurre le emissioni legate alla generazione distribuita di energia. Ci siamo accorti che i piccoli generatori utilizzati per portare corrente ai cantieri, aree rurali e PMI sono ancorati ad una tecnologia e a combustibili fermi al passato. Ci sono grandi margini di miglioramento per renderli più efficienti, meno costosi e soprattutto più sostenibili.

Qual è il problema che volete risolvere e quale soluzione proponete?

Oggi la maggior parte dei piccoli generatori (detti genset) dipende ancora da combustibili fossili ed è basata su motori “riutilizzati” da macchine più grandi. Noi proponiamo una nuova generazione di generatori leggeri, modulari e capaci di funzionare con diversi carburanti, inclusi quelli rinnovabili e prodotti localmente. In questo modo riduciamo consumi ed emissioni, offrendo energia pulita. Come i motori già utilizzati, LINE sfrutta la combustione per muovere i pistoni, che però si muovono l’uno verso l’altro, garantendo alta efficienza e conferendo al motore una forma più allungata e compatta.

Chi compone il team, quali sono le competenze chiave e che ruoli ha ciascuno?

Il team è formato da due ricercatori e due Professori dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La lunga esperienza dei professori Enrico Mattarelli e Carlo Alberto Rinaldini sui motori a combustione interna favorisce il trasferimento tecnologico e la guida del team. I ricercatori, Stefano Caprioli e Francesco Scrignoli, esperti nel campo delle simulazioni fluidodinamiche (CFD) e combustibili applicati a tecnologie innovative, avranno un ruolo più operativo. 

A che punto siete con lo sviluppo del prodotto/tecnologia?

Abbiamo completato il concept design assieme alle simulazioni CFD e la progettazione preliminare. Stiamo realizzando un primo prototipo per test funzionali in laboratorio nei prossimi 6-8 mesi, grazie ad un finanziamento ottenuto.

Qual è stata la sfida più difficile che avete superato e cosa avete imparato?

La sfida più difficile che stiamo affrontando è quella di unire competenze di ricerca con la logica di mercato. La tecnologia da sola non basta, serve incontrare i bisogni del mercato adattando il risultato della ricerca ad hoc. 

Dove vi vedete tra 5 anni e che impatto puntate ad avere sul vostro settore?

Fra 5 anni vogliamo essere il partner tecnologico di riferimento di aziende che producono generatori fino a 50 kW. Porteremo sul mercato un piccolo motore capace di funzionare con diversi tipi di carburante (fuel-neutral) e a basso impatto, in modo da favorirne l’utilizzo per il successivo raffinamento del prodotto e scale-up.

Come contribuisce la vostra soluzione alla transizione ecologica?

Il nostro motore permette l’uso di biocombustibili locali e rinnovabili, riducendo emissioni. Questo favorisce la nascita di comunità energetiche e la generazione distribuita, cioè energia prodotta vicino a chi la utilizza. Si può dire che con LINE contribuiamo a obiettivi di sviluppo sostenibile riconosciuti a livello globale: SDG 7 (Energia pulita), 9 (Innovazione), 12 (Consumo responsabile) e 13 (Lotta al cambiamento climatico).

Perché avete scelto di partecipare a Ecosister e Start Cup Emilia-Romagna 2025?

Per validare la nostra idea imprenditoriale, accedere a competenze di business, networking e mentorship, e trasformare un progetto di ricerca in una realtà industriale concreta.

A questo link sono disponibili tutte le interviste ai finalisti.

Se vuoi conoscere i dettagli di questo progetto e di tutti i progetti finalisti della Start Cup Emilia-Romagna 2025, iscriviti e partecipa il 14 ottobre all’evento Start Cup & Ecosister Day