OrthoLensAR

Interviste ai finalisti 2025: OrthoLensAR porta l’ortodonzia nel futuro con la realtà aumentata

OrthoLensAR è il progetto innovativo di due giovani odontoiatri che vogliono introdurre la realtà aumentata in odontoiatria. Filippo Ossani racconta come, insieme ad Andrea Marziali, sta trasformando un’intuizione in una soluzione concreta per un’ortodonzia sempre più tecnologica e precisa.

Come si chiama il vostro progetto e di cosa si occupa?

“Il progetto si chiama OrthoLensAR e nasce con l’obiettivo di introdurre la realtà aumentata in odontoiatria. La prima applicazione è in ortodonzia: attraverso l’uso di visori di realtà aumentata (AR) collegati a un software di pianificazione digitale vogliamo rendere il posizionamento dei bracket, cioè gli attacchi degli apparecchi ortodontici, più rapido, preciso ed economico, aprendo la strada ad applicazioni anche in protesi, implantologia e altre branche dell’odontoiatria”.

Come è nata l’idea e cosa vi ha spinti a partire?

“L’idea è nata durante un congresso ortodontico a Firenze. Mentre ascoltavo una relazione sui bracket, sul mio telefono è comparso un video in cui un ragazzo usava un visore di realtà aumentata per giocare a dei videogiochi. In quell’istante mi sono chiesto: perché non applicare questa tecnologia emergente all’odontoiatria? A spingermi a partire sono state la curiosità, la passione per l’innovazione e la volontà di dare un contributo originale al settore”

Qual è il problema che volete risolvere e quale soluzione proponete?

“Il posizionamento dei bracket ortodontici è una procedura lunga, delicata e soggetta a errori che possono compromettere tempi e risultati del trattamento. La nostra soluzione combina visori AR e un software di pianificazione digitale, in grado di guidare l’odontoiatra passo dopo passo. Questo riduce drasticamente possibilità di errore, costi e durata della procedura, migliorando qualità e precisione del lavoro clinico”.

Chi compone il team, con quali competenze chiave e che ruoli ha ciascuno?

“Il team è formato da me, Filippo Ossani, classe 1998, odontoiatra e specializzando in ortognatodonzia, in qualità di founder, e dal dottor Andrea Marziali, classe 1993, odontoiatra con un master in protesi e implantoprotesi con tecnologie avanzate, co-founder. Io porto competenze cliniche e ortodontiche, Andrea conoscenze tecniche e tecnologiche. Questo mix complementare ci consente di sviluppare e testare un’innovazione applicabile alla pratica quotidiana”.

A che punto siete con lo sviluppo del prodotto?

“Attualmente siamo in fase di prototipizzazione: stiamo realizzando un prototipo di software che ci permetta di validare l’utilizzo della realtà aumentata nel posizionamento dei bracket ortodontici. Il nostro obiettivo è testare concretamente la tecnologia, verificarne vantaggi e limiti e poi migliorare la soluzione per renderla sempre più affidabile e performante, con l’idea di poterla presto portare all’interno della pratica clinica quotidiana”.

Qual è stata la sfida più difficile che avete superato e cosa avete imparato?

“La sfida più difficile è stata trasformare un’idea in un progetto concreto, senza avere certezze né risorse sicure. È un momento in cui le difficoltà sembrano più grandi della soluzione stessa. Abbiamo imparato che la forza sta nel lavoro di squadra: unire punti di vista diversi permette di affrontare problemi complessi, trovare nuove strade e crescere come professionisti e come persone, superando incertezze e ostacoli con maggiore fiducia”.

Dove vi vedete tra 5 anni e che impatto puntate ad avere sul vostro settore?

“Tra cinque anni ci immaginiamo con una tecnologia pronta per il mercato, capace di cambiare realmente la quotidianità dell’odontoiatra. Vogliamo che OrthoLensAR diventi uno strumento di riferimento, che migliori la precisione e l’efficienza delle procedure e che dia più sicurezza ai professionisti e benefici concreti ai pazienti. L’impatto che immaginiamo è quello di una vera rivoluzione digitale nel settore odontoiatrico”.

La vostra soluzione può in qualche modo contribuire alla transizione ecologica?

La nostra tecnologia riduce sprechi ed errori: un posizionamento più preciso significa meno rifacimenti, meno materiali di consumo e meno rifiuti clinici. L’efficienza riduce i tempi di trattamento e quindi anche il consumo di risorse legate alle procedure. Anche in odontoiatria è possibile introdurre soluzioni digitali che migliorano il lavoro e riducono l’impatto ambientale”.

Perché avete scelto di partecipare a Ecosister e Start Cup Emilia-Romagna 2025?

“Perché crediamo sia un percorso unico per sviluppare idee innovative, trasformarle in progetti solidi e prepararci ad affrontare il mercato. Questa esperienza ci offre formazione, network e strumenti per crescere, affrontare le sfide dell’imprenditorialità e accelerare il nostro percorso.

Per noi è l’occasione ideale per trasformare OrthoLensAR da intuizione a realtà concreta”.

A questo link sono disponibili tutte le interviste ai finalisti.

Se vuoi conoscere i dettagli di questo progetto e di tutti i progetti finalisti della Start Cup Emilia-Romagna 2025, iscriviti e partecipa il 14 ottobre all’evento Start Cup & Ecosister Day