Interviste ai finalisti 2025: PrecisionEX, la piattaforma che guida la scelta dei farmaci contro il cancro
Il team di PrecisionEX sta lavorando a un test che permetterà di tracciare l’identikit delle cellule tumorali di un paziente, osservando come reagiscono a centinaia di farmaci e spiegare il perché di ogni risposta. Uno strumento che permetterà di migliorare gli approcci di medicina personalizzata in oncologia, rendendo la scelta della cura del medico più mirata e su misura.
Come si chiama il vostro progetto e di cosa si occupa?
Il progetto si chiama PrecisionEX ed è un test che permetterà di migliorare gli approcci di medicina personalizzata in oncologia, identificando la terapia più efficace per ogni paziente oncologico.
Come è nata l’idea e cosa vi ha spinti a partire?
L’idea nasce da anni di ricerca clinica, di fallimenti e dalla consapevolezza che la genetica da sola non basta a guidare terapie efficaci. Oggi abbiamo strumenti molto avanzati per analizzare il tumore, ma tutt’oggi risultano inefficaci nell’identificare una cura mirata per ciascun paziente. Noi vogliamo offrire soluzioni su misura, scegliendo i farmaci in base a come reagiscono davvero le cellule tumorali della persona.
Qual è il problema che volete risolvere e quale soluzione proponete?
Molti pazienti non rispondono ai trattamenti terapeutici standard. PrecisionEX, grazie a una piattaforma di DRP (Drug Response Profiling) combina test farmacologici ex vivo e analisi multi-omiche. In altre parole, test che riescono a fare un identikit delle cellule tumorali di un paziente, vedendo come reagiscono a centinaia di farmaci – già usati o in fase di studio – e spiegandoci perché hanno quel tipo di reazione. Questo permette al medico di capire quali terapie funzionano su un paziente: la scelta diventa più rapida e la soluzione su misura.
Chi compone il team, quali sono le competenze chiave e che ruoli ha ciascuno?
Il team di ricerca è composto da personale altamente qualificato che unisce competenze in ematologia, genomica, bioinformatica e project management. È guidato dal professor Giovanni Roti, responsabile scientifico del progetto, dalla dottoressa Alessia Ballarò, project manager, dai medici ricercatori Luca Pagliaro e Mariateresa Giaimo, da Roberto Rosati, bioinformatico e biologo molecolare, Anna Montanaro e Davide Carnevali, biologi computazionali e Raffaella Zamponi, tecnico di laboratorio.
A che punto siete con lo sviluppo del prodotto/tecnologia?
La piattaforma di drug profiling è già attiva, validata e automatizzata in studi clinici nazionali che coinvolgono tutti i pazienti con neoplasie ematologiche e solide ad alto rischio (tumori più aggressivi del sangue o altri organi più aggressivi, ndr). Più recentemente abbiamo iniziato a sviluppare modelli computazionali avanzati: con algoritmi di apprendimento automatico vogliamo garantire un’analisi dati efficiente e rapida. Siamo pronti ad estendere l’utilizzo della piattaforma a tutti i centri medici sul territorio nazionale consentendo l’accesso alle migliori strategie terapeutiche a pazienti affetti da tumore.
Qual è stata la sfida più difficile che avete superato e cosa avete imparato?
La sfida principale che incontriamo in questo progetto riguarda la cosiddetta traslazione clinica. In altre parole, non basta individuare quali farmaci sono potenzialmente più utili a un paziente, bisogna renderne possibile l’uso. Per farlo servono anche regole e leggi adeguate, come già avviene in altri paesi europei.
Dove vi vedete tra 5 anni e che impatto puntate ad avere sul vostro settore?
Vogliamo diventare il riferimento nazionale ed europeo per la profilazione tumorale funzionale, integrata nei percorsi clinici. Puntiamo a ridurre trattamenti inefficaci, migliorare la sopravvivenza dei pazienti e guidare il futuro della medicina personalizzata.
Come contribuisce la vostra soluzione alla transizione ecologica?
La nostra soluzione contribuisce ad un sistema sanitario più sostenibile migliorando la gestione delle risorse. Per prima cosa, PrecisionEX ottimizza l’uso di farmaci (spesso costosi e ad alto impatto ambientale) evitando trattamenti inefficaci. Secondo, utilizza campioni cellulari primari in formato miniaturizzato, riducendo così drasticamente il consumo di reagenti, plastiche e rifiuti biologici.
Perché avete scelto di partecipare a Ecosister e Start Cup Emilia-Romagna 2025?
Ecosister e Start Cup rappresentano un’opportunità unica per validare e far crescere la nostra idea in un contesto dinamico, ottenere supporto imprenditoriale e costruire alleanze strategiche sul territorio e a livello nazionale.
Se vuoi conoscere i dettagli di questo progetto e di tutti i progetti finalisti della Start Cup Emilia-Romagna 2025, iscriviti e partecipa il 14 ottobre all’evento Start Cup & Ecosister Day

