Il ruolo degli Ingegneri dell’Emilia-Romagna nella transizione digitale ed ecologica
L’ingegneria sta attraversando una fase di grande evoluzione, con professionisti sempre più orientati all’imprenditorialità e sfide segnate dall’innovazione tecnologica e dalla sostenibilità. In questo contesto, la Federazione regionale degli Ingegneri dell’Emilia-Romagna riconosce all’ingegneria un ruolo da protagonista del cambiamento. È anche per questo che ha scelto di partecipare all’edizione 2025 del progetto StartCup Ecosister, come spiega Alessio Colombi, coordinatore di FederIngER.
Come nasce il coinvolgimento della Federazione regionale degli Ingegneri dell’Emilia-Romagna nel progetto Startcup Ecosister Emilia-Romagna?
Il coinvolgimento della Federazione regionale degli Ingegneri nasce dalla volontà di sostenere la crescita e l’innovazione del territorio. Gli Ordini dell’Emilia-Romagna, oltre al ruolo di tutela e regolazione, promuovono formazione continua e aggiornamento tecnologico. StartCup Ecosister affronta temi centrali per la professione – digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità – ed è naturale per noi partecipare attivamente a un progetto che valorizza le competenze ingegneristiche e il loro impatto sul sistema produttivo. Attraverso l’ingegner Tizzani, coordinatore della commissione informazione di Federazione , siamo stati coinvolti nella presentazione delle startup che hanno partecipato alla competizione.
Quali sono le motivazioni principali che vi hanno spinto a sostenere questa iniziativa?
Pensiamo che il sistema paese, se vuole rinnovarsi e al contempo innovare, non possa farlo senza il contributo degli ingegneri. Iniziative come questa sono occasioni per ribadire il nostro ruolo e per entrare in contatto con i giovani ai quali comunicare l’importanza di essere iscritti all’albo. Occorre costruire il domani, e in questo processo pensiamo che gli ingegneri debbano essere protagonisti delle trasformazioni in corso. La nostra presenza nel processo della Start Cup rimette gli Ordini degli ingegneri laddove le competenze necessarie alla transizione digitale ed ecologica sono maggiormente richieste.
Quali tecnologie o ambiti dell’innovazione visti nella StartCup vi sono sembrati più promettenti?
Tra le innovazioni più promettenti emerse alla StartCup spiccano Intelligenza Artificiale e la cybersecurity. L’AI sta trasformando produzione e decisioni, ma richiede etica, sicurezza e governance. La cybersecurity è invece la base della digitalizzazione: senza sicurezza non c’è innovazione. Gli ingegneri devono guidare queste due evoluzioni.
Che impatto concreto potrà avere il progetto per i professionisti e per le imprese del territorio?
La competizione è molto interessante perché offre ai partecipanti competenze per trasformare idee innovative in startup. Il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, che si è sempre tradizionalmente caratterizzato da un elevato dinamismo, sarà sicuramente attento nel dialogare e cogliere le opportunità derivanti dalla valorizzazione delle nuove realtà, che acquisiranno la giusta visibilità attraverso la competizione.
Cosa dicono i numeri a vostra disposizione dell’evoluzione del ruolo degli ingegneri?
Sebbene la figura dell’ingegnere sia sempre stata considerata una delle professioni chiave per lo sviluppo del Paese, negli ultimi anni si sta assistendo ad un rapido cambio di prospettiva che sta portando in auge i corsi ritenuti più “innovativi” a discapito di quelli tradizionali. Il rapporto 2024 del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri mostra un aumento dei laureati triennali e un calo dei magistrali, scesi sotto il 15%. Quanto alle specializzazioni, l’ingegneria gestionale guida con oltre 4.500 laureati, seguita da meccanica, informatica e biomedica, tutte in lieve calo. Crescono i settori gestionale, biomedico e dell’automazione, mentre il civile arretra al 18%.
Oggi gli ingegneri hanno una maggior propensione a fare impresa rispetto al passato?
Sì, anche perché gli ambiti di laurea come ingegneria industriale, dell’informazione e gestionale portano a formare figure a maggiore vocazione imprenditoriale, soprattutto in ambito innovativo. Questa è una sfida per il sistema ordinistico, storicamente basato su professionisti con lauree in settori dell’ingegneria più tradizionali. Spesso i laureati in ingegneria gestionale o dell’informazione non arrivano all’iscrizione all’albo. Oggi il sistema ordinistico deve trovare le modalità per cogliere tali tendenze e rendersi “casa” per tutte le figure professionali attinenti all’ingegneria”.
Da StartCup Ecosister possono nascere nuove opportunità di lavoro o nuove competenze per gli ingegneri?
Grazie al progetto Start Cup, i giovani imprenditori che vi hanno preso parte possono ottenere supporto, visibilità e connessioni con l’ecosistema dell’innovazione e della sostenibilità regionale, trovando pertanto possibili collaborazioni e sinergie con il tessuto produttivo. Gli imprenditori più attenti sapranno cogliere i modelli di trasferimento tecnologico e le valide idee innovative proposte favorendo nuove opportunità di lavoro per gli ideatori. Parallelamente le idee innovative contenute nelle startup che hanno partecipato alla competizione favoriscono, attraverso la visibilità dell’evento, la diffusione delle idee e il loro trasferimento ad altri professionisti che potranno utilizzarle per la propria crescita professionale.
In che modo il progetto StartCup Ecosister contribuisce alla strategia di innovazione e sostenibilità di FederIngER?
Viviamo un momento storico in cui l’intera società è attraversata da due trasformazioni epocali: la transizione digitale e la transizione ecologica. Sono sfide sistemiche, che coinvolgono tecnologie, processi, persone e modelli organizzativi. E richiedono un approccio integrato, multidisciplinare, e, mi lasci dire, profondamente ingegneristico. La Federazione è impegnata, nell’ambito del proprio ruolo istituzionale, a promuovere presso i propri iscritti al sistema ordinistico una cultura della competenza e della conoscenza sui temi di innovazione e sostenibilità che rappresentano oggi un bagaglio imprescindibile per tutti i nostri ambiti professionali. Il progetto Startcup Ecosister si inserisce proprio in tale strategia attraverso la promozione e il sostegno di progetti e attività ad alto contenuto innovativo che spesso trovano ingegneri tra le figure principali che li hanno ideati.
Qual è il contributo dell’ingegneria al processo di transizione ecologica e digitale?
I processi in atto di transizione digitale ed ecologica sono sistemi complessi che richiedono governance e sicurezza. E qui il ruolo degli ingegneri è decisivo: dare forma all’innovazione, renderla affidabile, sostenibile e al servizio dell’uomo e della collettività. In questo percorso, l’ingegneria ha un ruolo centrale e insostituibile. In questa prospettiva l’ingegneria si conferma una colonna portante del futuro industriale del Paese, una risorsa strategica per affrontare le grandi sfide che ci attendono. Lo sviluppo di questi processi richiede competenza tecnica, visione sistemica e una forte collaborazione tra professionisti, istituzioni e mondo produttivo. Anche in questo ambito, il contributo ingegneristico è cruciale per costruire regole chiare, flessibili e capaci di tenere il passo con la rapidità del cambiamento.

