Interviste ai finalisti 2025: Tartufis – tartufo più sostenibile grazie al brevetto dell’Alma Mater
Tartufis è il progetto nato nei laboratori dell’Università di Bologna che punta a rivoluzionare la tartuficoltura con una tecnologia brevettata, sostenibile e innovativa. Il team racconta come è nata l’idea, quali sfide ha affrontato e quali obiettivi si pone per il futuro.
Come si chiama il vostro progetto e di cosa si occupa?
Il nostro progetto si chiama Tartufis e si occupa di micorrizazione di piante tartufigene utilizzando una tecnologia brevettata dal nostro laboratorio dell’Università di Bologna, chiamata Hyphal. Il progetto porta una rivoluzione nel settore della tartuficoltura, perché introduce un metodo innovativo che aumenta l’efficienza, abbassa i costi e apre la strada a tartufi sostenibili, replicabili e di maggior qualità.
Come è nata l’idea e cosa vi ha spinti a partire?
il nostro gruppo del laboratorio di micologia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (Distal) dell’Università di Bologna ha studiato modi per rendere più affidabile la coltivazione di piante da tartufo e materiali da usare per far crescere il micelio. Il più efficace è risultato un supporto in PLA, una bioplastica. Visti i risultati, con l’aiuto dell’ufficio brevetti di Ateneo abbiamo protetto l’invenzione in Italia, Europa e altri paesi.
Qual è il problema che volete risolvere e quale soluzione proponete?
Ci siamo messi in gioco per offrire alla tartuficoltura un sistema di produzione più efficiente, sostenibile ed economicamente vantaggioso rispetto ai metodi tradizionali, capace di generare benefici concreti e replicabili per i produttori di piante micorrizate. I vantaggi della tecnologia Hyphal sono molteplici, dalla riduzione dei rischi di contaminazione da parte di altre specie fungine alla riduzione dei tempi di produzione delle piante micorrizate. Per i vivaisti, questo si traduce in una produttività più elevata, una qualità superiore del prodotto e minori costi operativi, con vantaggi misurabili lungo tutta la catena produttiva.
Chi compone il team, con quali competenze chiave e che ruoli ha ciascuno?
Il team unisce competenze in biotecnologia agraria, micologia applicata e micorrizazione. Ne fanno parte Pamela Leonardi, PhD, esperta di colture in vitro e ceo della startup; Alessandra Zambonelli, Professoressa ordinaria a Bologna e Adjunct Professor a Murdoch, responsabile scientifica; e Federico Puliga, ricercatore a Bologna e responsabile di laboratorio.
A che punto siete con lo sviluppo del prodotto/tecnologia?
Grazie a recenti prove sperimentali, il team di ricerca ha portato la tecnologia a un livello TRL di 6 (significa che la tecnologia è in fase di prototipo in un ambiente “rilevante” per l’uso industriale o operativo, ndr). Stiamo studiando il packaging per poter iniziare a commercializzare il prodotto.
Qual è stata la sfida più difficile che avete superato e cosa avete imparato?
La sfida più difficile è stata imparare a gestire il business plan e la parte finanziaria di questo nuovo progetto.
Dove vi vedete tra 5 anni e che impatto puntate ad avere sul vostro settore?
Tra 5 anni ci vediamo a gestire un’azienda che ha rivoluzionato il mondo della produzione di piante micorrizate, standardizzando i processi e migliorando la qualità del prodotto.
Come contribuisce la vostra soluzione alla transizione ecologica?
Il progetto Hyphal si fonda sulla tecnologia innovativa Hyphal, sviluppata all’interno dell’Università di Bologna. Utilizza micelio e supporti biodegradabili in amido di mais per inoculare piante tartufigene. La tecnologia consente una micorrizazione più rapida, controllata e sostenibile rispetto ai metodi tradizionali, riducendo costi, tempi e rischi di contaminazione. Inoltre, permette la selezione genetica dei tartufi, aprendo a una produzione efficiente e di alta qualità. Il risultato è un processo più sostenibile, economico ed efficace rispetto alle soluzioni attualmente disponibili sul mercato.
Perché avete scelto di partecipare a Ecosister e Start Cup Emilia-Romagna 2025?
Perché ci è sembrata una buona opportunità per farci conoscere ed eventualmente farci finanziare da investitori interessati.
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A questo link sono disponibili tutte le interviste ai finalisti 2025.
Se vuoi conoscere i dettagli di questo progetto e di tutti i progetti finalisti della Start Cup Emilia-Romagna 2025, iscriviti e partecipa il 14 ottobre all’evento Start Cup & Ecosister Day

