Il Contributo Strategico di Almaviva alla StartCup Ecosister: Investimenti e Collaborazioni per l’Ecosistema Regionale
In occasione della StartCup Ecosister Emilia-Romagna, Almaviva ha confermato il proprio impegno a supporto dell’ecosistema territoriale dell’innovazione. Il Comitato scientifico di valutazione dei business plan dei progetti che hanno partecipato alla competizione ha visto il coinvolgimento di Andrea Casadei, mentre la giuria che ha valutato i pitch dei 12 progetti finalisti ha visto la partecipazione di Sergio Nicodemo, direttore generale ADT, e Alfonso Spisto, innovation officer ADT. Nicodemo racconta la visione e il ruolo di Almaviva nel promuovere l’innovazione in Emilia-Romagna.
Perché Almaviva ha scelto di aderire al progetto Startcup Ecosister Emilia-Romagna?
Il Gruppo Almaviva è da sempre partner della pubblica amministrazione per l’implementazione digitale delle politiche pubbliche. La nostra presenza capillare dimostra la volontà di essere parte attiva delle trasformazioni in atto in Italia e per questo motivo non potevamo mancare ad un appuntamento in cui il territorio dell’Emilia-Romagna si esprime dal punto di vista tecnologico. Ormai da qualche anno abbiamo consolidato la nostra presenza sul territorio e vogliamo indirizzare investimenti anche verso l’ecosistema d’innovazione regionale, poiché siamo certi di avere ritorni in competenze, conoscenza, idee. In tale prospettiva, Start-Up Ecosister risulta essere un momento fondamentale per osservare i trend di innovazione dal basso e cogliere opportunità di collaborazione di business.
Quali benefici trae Almaviva dal partecipare a iniziative come questa?
Almaviva è una realtà italiana con respiro globale: pur essendo presenti in 13 Paesi del mondo con oltre 80 sedi, non intendiamo perdere il legame con i nostri territori, perché sappiamo bene che il digitale “Made in Italy” è assolutamente competitivo a livello internazionale. Il nostro è un approccio “glocal”: competenze locali per sfide anche globali. In tale prospettiva, partecipare ad iniziative come questa ci consente di mantenere un contatto costante con le innovazioni che nascono nei territori, e quindi cogliere opportunità di collaborazione per progettualità in tutto il mondo. Inoltre, contribuire al rafforzamento di un ecosistema di innovazione significa rendere il contesto più fertile e competitivo, il che si traduce per il nostro Gruppo in maggiore semplicità nell’assunzione di talenti e maggiore capacità di anticipare i trend tecnologici.
In che modo Almaviva supporta le startup e interagisce con il mondo dell’innovazione?
Il Gruppo Almaviva partecipa regolarmente ad Hackathon e programmi di open innovation, offrendo mentorship specializzata e premiando le soluzioni più promettenti. A tali azioni di tipo bottom-up, corrispondono anche altre top-down, in cui il nostro Gruppo partecipa a consultazioni istituzionali per il design di strategie e policy di innovazione, come nel caso delle Strategie di Specializzazione Intelligente regionali. Attraverso queste attività, Almaviva rafforza il proprio ruolo di abilitatore di ecosistemi innovativi, promuovendo modelli di collaborazione aperta che accelerano la transizione digitale e la competitività dei territori.
Quali tecnologie emergenti ritiene più strategiche per il futuro del territorio e dell’ecosistema innovativo in Emilia-Romagna?
Le tecnologie emergenti, quali Remote Sensing, Intelligenza Artificiale, Big Data, BIM, Blockchain, Cloud, AR/VR, Quantum Computing, in cui il Gruppo Almaviva è altamente specializzato, sono tutte rilevanti per affrontare le sfide odierne. Ciò che riteniamo strategico è l’approccio alla costruzione di risposte alle sfide, di cui le tecnologie sono solo una parte. Tale approccio deve essere multistakeholder e multidisciplinare, al fine di individuare, disegnare ed implementare soluzioni più adatte alle necessità dei territori, senza dimenticare il necessario accompagnamento degli “user” al cambiamento. Le RIS3 dell’Emilia-Romagna individuano più domini di intervento su cui concentrarsi – agroalimentare, edilizia, cultura e creatività, space economy. Almaviva è pronta a costruire soluzioni per far fronte ai bisogni espressi dal territorio, collaborando con le realtà locali e mettendo a disposizione le proprie competenze nelle tecnologie emergenti più adatte.
Quali proposte viste nella StartCup ritiene più promettenti?
Le idee presentate all’evento sono tutte promettenti, poiché partono tutte da esigenze di settore specifiche di cui le/gli startupper hanno piena contezza. Mi sento di espormi su quelle che credo siano le più “pronte”, piuttosto che promettenti, grazie anche al livello di approfondimento di mercato riportato dai candidati, e all’analisi di fattibilità. Partendo da tali informazioni crediamo che RAPCO2 abbia meritatamente vinto la competizione. Dal punto di vista tecnico, ma anche da quello comunicativo, sembrava essere la soluzione più consolidata e con un potenziale di mercato molto più ampio degli altri progetti presentati. Il potenziale innovativo espresso dal territorio dell’Emilia-Romagna è tutto di alto profilo, pur presentando diversi livelli di maturità tecnologica.
Che ruolo possono avere le imprese nella valorizzazione dell’ecosistema innovativo regionale insieme a enti pubblici, università e ordini professionali?
Crediamo che la valorizzazione di un ecosistema innovativo necessiti di un approccio di collaborazione tra stakeholder a quadrupla elica, ossia dinamico e interattivo, in cui gli attori in gioco si confrontano con continuità, per contaminare i propri saperi e competenze, al fine di trovare le soluzioni più adatte per i territori. In questo senso, il potenziale e le capacità di ogni realtà si esprimono nell’essere parte di una rete viva, piuttosto che per le sole competenze individuali. Il ruolo che possono avere le imprese quindi, è quello dell’ascolto, confronto e messa a disposizione delle proprie competenze, al fine di innescare dinamiche di innovazione territoriali da cui tutti beneficiano, in un’ottica win-win. Grazie alle nostre competenze tecnologiche e di dominio applicativo, ed esperienza più che trentennale in gestione di progetti complessi, crediamo di poter accettare questo tipo di sfide.
Quale messaggio vorreste lanciare ai giovani innovatori interessati a fare startup in Emilia-Romagna?
L’Emilia-Romagna è un territorio fertile sotto diversi punti di vista. Rappresenta un luogo che offre particolare opportunità per lo sviluppo di idee innovative. Ai giovani, consiglio di essere in ascolto e osservazione attiva del presente, lasciandosi contaminare culturalmente, per poter inquadrare i problemi da affrontare nel modo più ampio possibile. In un mondo complesso, con sfide impegnative, ci vuole necessariamente un approccio che abbracci tale complessità per individuare soluzioni innovative, efficaci e solide.

