PNI 2025: chiusa a Ferrara la 23ma edizione del Premio Nazionale per l’innovazione
Una tecnologia che recupera l’azoto dal digestato degli impianti e rende più efficiente e redditizio il processo di produzione di biogas (RethaiN – Università Federico II di Napoli), una piattaforma che sfrutta l’AI per analizzare dati genomici e prevedere l’evoluzione dei tumori con una precisione del 96% (EvoClin – Lombardia), un sistema che sfrutta i muoni cosmici per eseguire “radiografie” di strutture di grandi dimensioni senza alcuna perforazione (MuonLab – INFN e Università di Firenze) e, infine, una tecnologia brevettata per lo smantellamento dei reattori nucleari a grafite (GraphiCore – Politecnico di Milano): sono queste le idee d’impresa premiate alla 23ma edizione del Premio Nazionale dell’Innovazione di Ferrara lo scorso 5 dicembre.
Tra i progetti dell’Emilia-Romagna si registra un ottimo piazzamento per RAPCO2, che la giuria ha selezionato tra i migliori 4 superfinalisti nella categoria CleanTech & Energy. Il vincitore della competizione regionale ha anche vinto il premio speciale Venture CDP.
Ma, come ha detto nel suo intervento Laura Ramaciotti, rettrice dell’Università di Ferrara e presidente della CRUI «Il PNI è soprattutto un percorso formativo dove studenti e ricercatori imparano a mettersi in gioco, ad accettare il rischio, a tradurre un’idea in un progetto credibile.Il vero risultato non è solo il podio, ma la consapevolezza di far parte di un ecosistema che ha deciso di investire seriamente sull’innovazione».
Infatti, Il Premio Nazionale per l’Innovazione non è solo una competizione, ma il risultato di un sistema che funziona: 59 università e enti di ricerca, 17 competizioni regionali, 611 progetti selezionati e 76 startup finaliste provenienti da 18 regioni: numeri che raccontano un ecosistema diffuso su tutto il territorio nazionale.
Sono più di 1300 i progetti di startup innovative in 23 anni di storia del premio e oltre il 50% di questi si è trasformato in imprese che operano sui mercati (negli ultimi 5 anni la percentuale è salita a oltre il 60%) con un 18% di prevalenza femminile come ha raccontato la presidente di PNICube, Paola Paniccia.
I progetti premiati quest’anno affrontano temi cruciali: dalla lotta al cancro alla gestione dei rifiuti, dalla sicurezza delle infrastrutture al decommissioning nucleare. Sono soluzioni concrete a problemi reali, nate nei laboratori universitari e pronte a confrontarsi con il mercato. La dimostrazione che nelle Università italiane ci sono grandi potenzialità, in parte ancora inespresse.
Per farlo, come hanno sottolineato i relatori intervenuti nei panel, serve un ecosistema in cui ognuno faccia la sua parte in modo coordinato. 3 gli obiettivi prioritari: aumentare ricercatori e ricercatrici che entrano nella competizione, potenziare gli uffici di trasferimento tecnologico degli Atenei con figure più professionalizzate, far conoscere i progetti agli investitori, non solo privati ma anche pubblici.
I capitali sono importanti e arrivano dove ci sono idee con un mindset già predisposto allo scale up, ma non solo. Servono infrastrutture che lo favoriscano, luoghi di contaminazione e collaborazione con competenze manageriali ibride, osmosi con le corporate e mercati sempre più vasti come ha sottolineato Marina Silverii, direttrice operativa di ART-ER.
L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di importanti realtà industriali come Gruppo Iren, Prysmian Group e Almaviva, che non si limitano a sponsorizzare l’evento ma offrono opportunità concrete di collaborazione. Dalle borse per programmi internazionali ai servizi di accelerazione, dai voucher per il coaching all’accesso a piattaforme di business: ogni startup vincitrice porta a casa non solo premi in denaro, ma soprattutto connessioni e opportunità per crescere.
Particolarmente significativo il Premio Speciale Invitalia dedicato all’imprenditoria femminile, che quest’anno ha premiato tre progetti nei settori del clean tech, della blue economy e della sostenibilità alimentare, confermando l’impegno nel valorizzare la leadership femminile nell’innovazione.
L’evento è disponibile sul sito del Corriere dell Sera

