TechnoB – Intervista ai finalisti

Dispositivi indossabili tecnologicamente avanzati per la cura dei dolori cervicali e lombari.

Ce ne parla Nicolò Vallana, CEO di TechnoB.

 

Di cosa si occupa la vostra startup? 

Creiamo dispositivi indossabili per alleviare le sofferenze procurate dalle classiche patologie dorsali: lombalgia, sciatalgia e cervicalgia. Noi proponiamo di curare il classico mal di schiena non più solo con le terapie specialistiche o con i tradizionali tutori, ma con magliette dotate di una tecnologia controllabile attraverso smartphone che si può indossare durante tutto l’arco della giornata come se fosse una t-shirt intima. Il nome sta a significare, infatti, «schiena tecnologica» dove la «B» sta per back.

 

Da chi è composto il team?

Siamo in quattro e ci conosciamo dai tempi della scuola. Essendo nati nel 2000, abbiamo tutti vent’anni. Io mi chiamo Nicolò Vallana e sono uno studente di ingegneria biomedica, Luca Fermi che studia economia aziendale, Edoardo Puce, studente in ingegneria informatica e Alberto Malpassi, studente di Economia e management. Negli ultimi tempi abbiamo ampliato il team con dei collaboratori che ci danno una mano per gli aspetti legati al design.

 

Come è nata l’idea?

È nato tutto nel 2017, quando nella nostra classe all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale

“Odone Belluzzi – Leonardo da Vinci” di Rimini è arrivato un compagno che, a causa di un incidente, aveva subito dei danni alla colonna vertebrale. Indossava ogni giorno un busto che lo limitava tantissimo nei movimenti e per di più gli procurava fastidio e sofferenza. Ci siamo chiesti in quel momento: possibile che ad oggi non ci siac’è qualcosa di più pratico e confortevole invece di questo che questi bustoi indi resina? Ci è venuta in mente l’idea di creare una maglietta con dei sensori che correggessero la postura contraendo i muscoli attraverso l’elettrostimolazione, ma che fosse anche comoda e semplice da usare. Nel 2018 abbiamo presentato il progetto al concorso Giovani scienziati e abbiamo vinto. In seguito abbiamo rappresentato l’Italia all’Unione Europea allo stesso concorso ma su scala internazionale e siamo arrivati in finale. Successivamente abbiamo partecipato a un concorso promosso dalla casa farmaceutica Sanofi: abbiamo vinto nonostante fossimo ancora alle superiori contro progetti proposti da team universitari. Il premio era una settimana in Silicon Valley: è lì che, appena diciottenni, abbiamo cominciato a familiarizzare con il concetto di startup. Negli ultimi anni siamo andati avanti e abbiamo messo a punto il prodotto che lanceremo sul mercato a cavallo tra dicembre 2020 e gennaio 2021: si tratta della maglietta che cura le principali patologie che colpiscono le persone sedentarie come i lavoratori e gli studenti, lombalgia e cervicalgia appunto. 

 

A che punto siete? 

Stiamo per costituire la startup mentre dal punto di vista pratico stiamo facendo fronte ai classici problemi pre-vendita come la campionatura e stiamo controllando le certificazioni che abbiamo ottenuto. Da programma a fine anno partiremo con una campagna di crowdfunding che ci permetterà di tastare il terreno. Il sito è pronto e sui social abbiamo scommesso da subito così come su un podcast sulla fisioterapia: è un buon canale per farci conoscere. Ci stiamo già occupando della fase successiva: un prodotto pensato come strumento di diagnosi per fisioterapisti che studia se i muscoli hanno un blocco o una lesione. Su questo c’è una tecnologia più raffinata che vogliamo brevettare. La maglietta che uscirà a breve sul mercato sarà la leva che ci permetterà di trovare gli investimenti necessari per farlo. 

 

Quali sono i punti di forza e quelli di debolezza di TechnoB?

La nostra maglietta è uno strumento semplice e comodo in grado di raccogliere i dati che possono aiutare il fisioterapista e l’ortopedico a elaborare una terapia o una strategia: si riducono sia le spese per il paziente che il tempo della cura. Allo stesso modo, il nostro prodotto può essere impiegato in altri contesti come lo sport e le aziende: si può monitorare la salute e il benessere dello sportivo e del lavoratore prevedendo e valutando giornalmente l’eventualità di lesioni e contratture. Un giocatore che si infortuna crea un problema alla squadra così come un lavoratore che, a causa del suo impiego, si danneggia la schiena o la muscolatura. Il punto di debolezza è che indossare una maglietta è una scelta e non si può obbligare qualcuno a farlo. Se non riusciamo ad avere il dato, il processo non va avanti: è con una grande quantità di informazioni che la tecnologia può andare avanti. 

 

Vi ha travolto una pandemia nella creazione della vostra startup: come ha inciso il Covid?

Sembra assurdo ma noi ne abbiamo tratto un vantaggio. Ho aiutato mio padre in questi mesi che lavora nel settore alberghiero e tra i contatti attivati per procurarci i dispositivi necessari per far fronte alla pandemia ne abbiamo trovato uno che ci può fornire il prodotto finito, maglietta e sensori, in poco tempo.

 

Cosa vedete nel vostro futuro?

Se va come immaginiamo, noi crediamo che TechnoB abbia le carte in regola per diventare un unicorno italiano. Può avere una crescita straordinaria perché va a incidere sul mondo delle aziende e dello sport, settore quest’ultimo in cui si sta cominciando a ragionare in maniera imprenditoriale. Le possibilità ci sono, ce lo dice il mercato stesso della sanità e lo abbiamo visto in questo periodo. Inoltre, noi vorremmo creare opportunità sul nostro territorio, la Romagna. Spesso ci sono giovani con iniziative ma che non sanno come sviluppare i loro progetti. Ecco, noi la nostra benché giovane esperienza la metteremmo volentieri a disposizione. Diventare mentor e promuovere la cultura dell’impresa e dell’innovazione non ci dispiacerebbe.