A Cesena le buone idee sono al sicuro. Sono i locali di una ex banca a ospitare Cesenalab , l’incubatore creato esattamente cinque anni f...

I nostri partner: a Cesenalab quello che conta è il team


A Cesena le buone idee sono al sicuro. Sono i locali di una ex banca a ospitare Cesenalab, l’incubatore creato esattamente cinque anni fa dal Comune, dall’Università di Bologna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.

Le luci dello spazio di via Martiri Della Libertà 14/c sono sempre accese: lì si possono trovare sette giorni su sette e 24 ore su 24 giovani startupper che stanno facendo innovazione. “Qui è tutto molto flessibile, a partire dagli orari” illustra Roberto Pasi, il coordinatore di Cesenalab “siamo uno degli incubatori regionali in rete con gli altri soggetti, incubatori e non, che si occupano di startup sul territorio”.

“Cesenalab ha una serie di caratteristiche peculiari. Innanzitutto è completamente gratuito: le startup non pagano nulla né per i servizi né per la postazione” spiega Pasi “inoltre non prendiamo equity: non entriamo nel capitale sociale delle startup che nascono qui”. Tra i servizi offerti c’è anche l’assistenza di mentor qualificati che aiutano nella costruzione del progetto imprenditoriale e tra le opportunità c’è l’accesso alla rete di contatti che l’incubatore mette a disposizione grazie al radicamento nel tessuto imprenditoriale locale e non solo.
“Da qualche mese sono entrate a far parte di Cesenalab tutte le associazioni di categoria del territorio e abbiamo appena siglato una convenzione con Gellify, un partner importante che investe in startup” aggiunge il coordinatore “il network è il cuore di quello che offriamo considerando anche che le startup che ospitiamo, lavorando a stretto contatto in questo spazio aperto, creano sinergie tra di loro.

Le postazioni sono dieci ma il turnover è piuttosto veloce. “La durata di una gravidanza” scherza Pasi “il percorso ha una durata di nove mesi ma, a discrezione del comitato direttivo, le startup possono rimanere da noi ulteriori nove mesi. Il nostro obiettivo è lasciarli quando sono in grado di stare sul mercato in autonomia”. Per candidarsi la procedura è semplice: basta fare domanda compilando il form sul sito.
Non occorre necessariamente essere emiliano-romagnoli: la prossima startup che sarà incubata viene da Milano e i founder si trasferiranno a Cesena. “Non chiediamo neanche più il business plan perché, al di là della scalabilità e l’innovatività del progetto il vero valore su cui puntiamo è il team: ci interessano ragazzi “svegli” che abbiano negli occhi la scintilla degli imprenditori. Che abbiano fame: questo è il nostro criterio di selezione”.
Da maggio del 2013 sono una trentina i progetti passati da Cesenalab: tra questi, citando la Start Cup 2017, ci sono anche Origami e Vibre.
“La Start Cup per noi, oltre a uno strumento che ci consente di rimanere in rete, è anche un’occasione per farci conoscere e intercettare nuove idee” sottolinea Pasi. “Siamo sempre disponibili per una chiacchierata e un primo confronto, basta contattarci” dice “tra sito e social network, non trovarci è abbastanza difficile”.

Ecco i nomi dei 10 progetti che accedono al Techgarage, la finale della Start Cup Emilia-Romagna in programma il prossimo 9 Ottobre all’Opif...

Ecco i dieci finalisti che accedono al Techgarage

Ecco i nomi dei 10 progetti che accedono al Techgarage, la finale della Start Cup Emilia-Romagna in programma il prossimo 9 Ottobre all’Opificio Golinelli di Bologna.

Sono:

A.G.MA Advanced Geopolymeric Materials: sviluppo di prodotti e tecnologie cementizie di nuova concezione a base geopolimerica

Bio Bloom Cosmetics è una piattaforma di cosmetici naturali con una beauty box totalmente personalizzata

BRAIMAGE è una piattaforma di integrazione dati per la diagnosi di malattie

dPA nautical wind turbine è una turbina eolica innovativa ed efficiente che produce energia anche con venti molto deboli da montare a bordo di imbarcazioni

Genius4U il genio del benessere in azienda

HYPE Biotechnologies vuole sviluppare un modello pseudo-ipossico innovativo per la produzione di farmaci biotecnologici

MammaBlock: la rastrelliera per passeggini brevettata che protegge la tua libertà

RAILEVO è un sistema di trasporto su rotaia innovativo composto da piccoli veicoli autonomi da 4-6 posti estremamente efficienti e una infrastruttura dedicata leggera e compatta (linea e stazioni).

Securtrans è un sistema unificato per il monitoraggio del traffico stradale con lo scopo di prevenire gli incidenti

TomaPaint : il progetto si basa su una tecnologia che consente di produrre una bio-vernice innovativa per gli imballaggi metallici a contatto con gli alimenti, partendo dai sottoprodotti industriali della lavorazione del pomodoro

La Tech Week: la settimana di formazione rivolta ai venti startupper selezionati per la seconda fase della Start Cup è stata archiviata ...

Stress test e prima prova pubblica dei pitch: si è chiusa la Techweek


La Tech Week: la settimana di formazione rivolta ai venti startupper selezionati per la seconda fase della Start Cup è stata archiviata alla Scuderia Future Food Urban Coolab di Bologna . Cinque minuti tassativi per spiegare il progetto con un pitch di fronte al Mentor Board di ASTER una platea di investitori e stakeholder chiamati per offrire spunti e suggerimenti agli aspiranti imprenditori nel contesto informale di un aperitivo di networking.

Un metodo mutuato dalla Silicon Valley, dove solitamente le startup vengono affiancate da mentor esperti che condividono la loro esperienza e contatti fin dall’inizio del percorso dei futuri imprenditori.

La Tech Week, come fa notare Antonello Bartiromo di dpixel, “è una sorta di stress test a cui gli startupper sono sottoposti, che inizia con i maltrattamenti di Gianluca Dettori dove, come a Sanremo, non è detto che anche chi arriva ultimo non abbia un futuro in questo campo. Dipende molto dal grado di maturità di ciascun progetto. L’importante è capire che grazie a questa competizione si entra in un ecosistema a cui rimanere agganciati, non bisogna scoraggiarsi né farsi prendere dall’ansia.” aggiunge il coach. 

Parole recepite alla lettera dai gruppi che si sono succeduti nei pitch e che, biglietto da visita alla mano, hanno approfittato del momento dell’aperitivo per chiedere feedback ai coach, ai mentor e ai responsabili di Aster e per portare a casa gli ultimi e preziosi consigli prima di inviare il pitch definitivo, che sarà valutato in vista del Tech Garage, la finale della Start Cup il 9 ottobre prossimo.

Solo 10 startup andranno avanti e saranno valutate sulla base di una serie di criteri quali le potenzialità di riuscita, la strategia di ingresso sul mercato, la coerenza del piano di sviluppo, la partecipazione del team alla Tech Week e la qualità espositiva del pitch. 
Ma, appunto, guai a scoraggiarsi. Chi di sicuro non lo farà sono i progetti intercettati dal Future Food Accelerator che offrirà a D’Adone, Linea Semplice e Igroo la possibilità di partecipare alla Maker Faire Rome - European Edition dal 12 al 14 ottobre 2018, all’interno della sezione Food mentre FarmIt si aggiudica uno spazio per tre mesi tra Scuderia Future Food Urban Coolab e all’interno di Working Capital Bologna dove Future Food ha sede.

Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi dei 10 progetti che accederanno alla fase finale: per tutti gli altri un grande in bocca al lupo e un consiglio: mai uscire di casa senza un biglietto da visita o il pitch a portata di mano. Non si sa mai chi si incontra all’aperitivo.

La Start Cup è giunta a metà del suo percorso. Archiviato il Tech Meeting e con la Tech Week ancora in corso, abbiamo pensato di fornirvi ...

Un pitch efficace? Focalizzarsi sul problema non sulla soluzione.


La Start Cup è giunta a metà del suo percorso. Archiviato il Tech Meeting e con la Tech Week ancora in corso, abbiamo pensato di fornirvi condensato di suggerimenti per l’elaborazione del pitch, utile non solo ai partecipanti della business plan competition, ma anche a tutti quelli che vogliono fare impresa. Per farlo abbiamo catturato alcune parole dei coach di Dpixel Antonello Bartiromo e Niccolò Sanarico e le abbiamo unite a quelle di Gianluca Dettori, fondatore di dPixel e presidente di Primomiglio SGR che, da oltre vent’anni, si occupa di startup.

I venti progetti selezionati sono stati protagonisti del Demolition Day, una giornata in cui Dettori ha ascoltato le idee per metterle in discussione. “Vi demolisco affinché possiate strutturare il vostro progetto su basi più forti” dice “ricordate che là fuori c’è tutto un mondo che non conosce il vostro progetto e voi dovrete essere in grado di spiegarlo”.

Non critiche ma feedback onesti
Uno dei nostri obiettivi è quello di fornire un feedback onesto a chi avvia un’impresa. Non è detto che i nostri suggerimenti siano la bibbia del pitch ma vogliamo indicarvi la via per cominciare ad andare a caccia di opportunità. Il mercato e i clienti sono il vostro giudice finale, prendete questo feedback come meglio credete. Raccogliete il più possibile opinioni degli altri, uscite e confrontatevi anche con chi non è del vostro settore.
Dettori: “Il feedback talvolta è sgradevole però io vedo mille business plan l’anno, da circa 10 anni: vi trasferisco quello che vede un investitore. Non dovete prendere le critiche sul personale, è un aiuto. Considerate che su mille pitch ricevuti solo cento saranno considerati, e dieci quelli su cui decidiamo di investire. È fondamentale passare attraverso quel documenti un set di informazioni fondamentali a partire da come nominate il file: non chiamatelo pitch.pdf. Ricordatevi che la forma è sostanza”

Cos’è un pitch
È un documento che serve a far emergere le capacità imprenditoriali. Fondamentale la capacità di sintesi per comunicare anche la visione imprenditoriale. Ricordarsi di calibrare il documento a seconda dell’uso che se ne fa.
Dettori: “Il pitch è un documento che va costantemente manutenuto. Il vostro scopo non è convincere, ma far capire cosa state facendo. Il vostro obiettivo è avere il mio biglietto da visita per fissare una riunione e sederci al tavolo con calma per approfondire i temi. Dovete essere tra i cento che valutiamo”.

È (anche) una questione di stile
Quando illustrate il vostro progetto, cercate di essere seducenti. Il pitch non deve essere necessariamente perfetto, non siamo a scuola. È necessario essere convincenti all’inizio per far percepire temi importanti di cui l’interlocutore, specialmente se si tratta di un pubblico di investitori, è magari all’oscuro. Ricordatevi di mostrare un respiro lungo su come avete intenzione di attivare le varie parti dell’azienda. Al di là dell’ambito tecnico e scientifico, bisogna capire a chi state facendo la presentazione. Cercate di essere semplici e chiari: allenatevi pensando di parlare del vostro progetto con i vostri nonni.
Dettori: “Il body language è importante. Se siete lì con le mani in tasca e usate il condizionale date l’idea di non avere ben chiaro quello che fate. Dovete trasmettere sicurezza, guardare negli occhi l’interlocutore per cercare di essere convincenti. Tenete a mente che noi investitori lo guardiamo tanto”.

Meglio un problema di una soluzione
Nel pitch non serve il dettaglio ma basta accennare al meccanismo di funzionamento di un’idea complessa. Quello che dovete fare è illustrare il problema, le questione tecniche saranno affrontate successivamente.  
Dettori: “Il tema fondamentale del vostro pitch è il problema non la soluzione, per quanto interessante. Quello che fa veramente presa è far capire agli investitori quanto grande è. Andate dritti sul problema, citando numeri e fonti. Anche quando andrete a vendere la vostra idea in un’azienda, individuate bene il vostro cliente, cioè quello che davvero gestisce quel problema per portare a buon fine una trattativa. Se individuate il problema risulterete più ficcanti”.

Sono solo cinque minuti
In quei pochi minuti che vi sono concessi, siate il più chiari possibili: cercate di non lasciare dubbi in chi vi ascolta, ciò che non ha capito potrebbe essere una parte fondamentale del vostro progetto. Ci sono alcuni blocchi del pitch che non possono essere ignorati perché il vostro interlocutore potrebbe non essere competente.
Dettori: “Ogni parola pesa, non perdete tempo in concetti ridondanti. È necessario essere ficcanti altrimenti l’attenzione cala e alla terza slide sto già pensando ai fatti miei. Fate un buon attacco, se uno non capisce subito cosa proponete con le prime tre/quattro slide, si rischia di perdere un buon progetto”

La startup è fatta di persone
Valorizzare il team il più possibile, le persone sono importanti e gli investitori ci guardano perché il team è parte della storia imprenditoriale. La chimica che c’è all’interno della compagine imprenditoriale è una componente positiva, l’amicizia è un valore aggiunto anche se ovviamente non è detto che proceda a gonfie vele. La startup è un organismo flessibile, una realtà in cui i problemi si risolvono davanti a una pizza, in questo l’amicizia aiuta. Un esempio pratico? Fondare una startup è come una vacanza in barca a vela che può distruggere o consolidare un’amicizia.
Dettori: “A me il team in fondo al pitch non piace, lo metterei prima. Dovete individuare bene i ruoli all’interno dell’azienda e corredare questi nomi con una fotografia che serve a umanizzare quello che state raccontando. Ricordatevi che si investe sulle persone e si cerca la determinazione in chi propone un progetto. Può capitare che idee mediocri con team efficaci vadano avanti così come idee valide con team scarsi si arenino”.

In caso di marketplace
Quando si ha a che fare con un marketplace occorre capire quale parte – tra la domanda e l’offerta – è prevalente. Ricordatevi di evidenziare il panorama competitivo.
Dettori: “Ci sono due lati del marketplace  da soddisfare ma solo uno è veramente il tuo mercato. Dietro un’idea ci sono tanti potenziali modelli di business, la stessa idea guardata da un’angolazione diversa potrebbe avere altri sviluppi. Il vostro compito di imprenditori è individuarne uno e arrivare sul mercato”.

Per diventare startupper di successo inoltre, ci sono dei libri fondamentali da leggere. Tra questi citiamo:

  •          L'Arte di Chi Parte (Bene) di Guy Kawasaki (The art of the start)
  •          Partire leggeri. Il metodo Lean Startup: innovazione senza sprechi per nuovi business di successo di Eric Ries (The Lean Startup: How Today's Entrepreneurs Use Continuous Innovation to Create Radically Successful Businesses
  •           Startupper. Guida alla creazione di imprese innovative di Steve Blank (The startup owner's manual) Value Proposition Design
  •          Creare modelli di business (Business Model Generation) di Alexander Osterwalder 

Per un elenco completo di testi, blog e serie tv imprescindibili per chi vuole fare impresa vi rimandiamo a questo link http://www.startcupemiliaromagna.it/2017/08/ferie-dagosto-ecco-i-nostri-compiti-per.html





I 40 progetti ammessi alla fase 1 della Start Cup hanno potuto beneficiare delle due giornate di formazione "...

Ecco i 20 progetti che accedono alla Tech Week


I 40 progetti ammessi alla fase 1 della Start Cup hanno potuto beneficiare delle due giornate di formazione "Tech Meeting", in cui hanno presentato i propri pitch e hanno lavorato per migliorarli in base ai feedback ricevuti dallo staff.

Adesso sono i migliori 20 ad accedere alla seconda fase, che prevede la partecipazione alla "Tech Week", 5 giornate di formazione con lezioni frontali, lavori di gruppo e momenti di confronto finalizzati allo sviluppo dell’idea.
Anche quest'anno la Tech Week sarà ospitata da Tim WCAP e avrà luogo dal 9 al 13 luglio.
La Tech Week è l'ultimo ostacolo da superare per l'accesso alla fase finale della Start Cup Emilia-Romagna.
Ecco i progetti selezionati per la seconda fase:
  • AEDEX : il progetto intende sviluppare biofabbriche modulari capaci di sostenere lo sviluppo della tecnica SIT per il controllo efficace di zanzare Aedes
  • AffittoGiardino.it è il primo portale online per trovare e condividere spazi verdi low cost
  • AGMA Produzione di geopolimeri per applicazioni nell' industria dei materiali refrattari ed ignifughi
  • Authorscan si propone di gestire il referaggio di manoscritti per riviste scientifiche
  • Bio Bloom Cosmetics è una piattaforma retail per l’acquisto di cosmetici naturali tramite un beauty box mensile
  • BRAIMAGE è una piattaforma di integrazione dati per la diagnosi di malattie
  • Corrective VR si propone come terapia alternativa, dinamica e divertente per il trattamento delle patologie che possono portare all'ambliopia, meglio conosciuta come “occhio pigro”
  • dPA nautical wind turbine propone una soluzione per usufruire di energia pulita a bordo di imbarcazioni
  • easyAds è un marketplace capace di mettere in contatto domanda e offerta nel settore dell’advertising
  • FarmIT! è un sistema di controllo per le colture in serra che permette di controllare, registrare e analizzare i parametri ambientali delle colture
  • Genius4U si pone l’obiettivo di diventare il punto di riferimento nell’offrire alle imprese pacchetti “chiavi in mano” per il benessere IN azienda
  • HYPE Biotechnologies vuole sviluppare un modello pseudo-ipossico innovativo per la produzione di farmaci biotecnologici
  • Icegloo è una manica contenitiva brevettata, contenente una tasca per inserire buste di gel raffreddante
  • Linea Semplice: salumi come una volta Una gamma di salumi prodotti senza conservanti nè zuccheri aggiunti grazie a particolari tecnologie di produzione
  • MammaBlock (già Rastrelliera per passeggini da bambini): soluzione in uno unico strumento che risponde a diverse esigenze, con brevetto registrato, supportato da tecnologia innovativa
  • RAILEVO è un sistema di trasporto ferroviario autonomo on-demand
  • Sara é una App basata su bot ad "intelligenza emotiva" che utilizza tecniche di Cognitive Behavioural Therapy
  • Securtrans è un sistema avanzato per la sicurezza stradale
  • SmartTARGA ha l'obiettivo di sviluppare un portatarga intelligente e connesso dotato di sensori di prossimità e videocamera
  • TomPaint (già CUTINA): il progetto si basa su una tecnologia che consente di produrre una bio-vernice innovativa per gli imballaggi metallici a contatto con gli alimenti, partendo dai sottoprodotti industriali della lavorazione del pomodoro

Quali sono i primi passi di una startup? In occasione di R2B – Research to Business 2018 di fronte a una ricca platea di aspiranti startuppe...

Cubbit e Mach3D: la Start Cup raccontata dai protagonisti

Quali sono i primi passi di una startup? In occasione di R2B – Research to Business 2018 di fronte a una ricca platea di aspiranti startupper, due partecipanti alle edizioni 2016 e 2017 della StartCup, hanno provato a fornire qualche risposta raccontando la loro esperienza.

Introdotti da Sara Monesi, High Competencies and Startup Unit Manager di ASTER e moderati dal giornalista Giampaolo Colletti, si sono confrontati in una sorta di “intervista doppia” gli imprenditori Alessandro Cillario e Matteo Vettori. Cillario è founder di Cubbit, startup finalista dell’edizione 2016 che opera nel mondo storage e freecloud, il primo data-center a funzionare senza server proprietari chiamato l’Uber del cloud, mentre Vettori è sta costituendo in questi giorni Mach3D, startup del segmento dell’addictive manifacturing che si occupa di valutazione della risposta meccanica dei prodotti non i laboratori esterni ma dentro le aziende.

Come è stato il percorso della StartCup? A cosa è servito?

Cillario: è stato lungo e faticoso, per noi utile soprattutto per il contatto con dpixel, advisor esclusivo di Barcamper Ventures che gestisce il fondo PrimoMiglio: sono diventati un nostro investitore.

Vettori: eravamo tre poveri ingegneri lontani dal mondo del business. Dovevamo capire come portare la nostra idea sul mercato.

Come si può migliorare questo percorso formativo?

Cillario: per noi che avevamo un progetto complicato da spiegare, sono stati utilissimi i due giorni in cui abbiamo messo a punto il pitch di presentazione. Secondo me sarebbe da incentivare la possibilità di incontro e di confronto con i coach.

Vettori: bello il percorso che ci ha permesso di capire come portare l’idea sul mercato e soprattutto come monetizzare. Il percorso potrebbe migliorare favorendo l’incontro con altri startupper, anche con quelli che hanno partecipato nelle precedenti edizioni della StartCup.

Quali sono state le vostre impressioni a seguito del Demolition Day?

Vettori: un esercizio di critica utile all’idea che deve portare a un’autocritica. Bisogna sforzarsi di raccontare il progetto in modo che possa capirlo anche qualcuno che non è dentro quel settore.

Cillario: una bastonata alle gambe che però serve. Una riflessione che deve servire come input.

Come avete usato il premio?

Cillario: quale premio? Scherzi a parte, noi non abbiamo vinto la StartCup ma essendoci classificati tra i primi cinque abbiamo avuto modo di partecipare al PNI – Premio Nazionale dell’Innovazione e abbiamo vinto. Non ci siamo aggiudicati i 10mila euro della StartCup ma alla fine ci è andata più che bene: ne abbiamo vinti 25mila al PNI. Senza quel premio e senza l’occasione di inserirci in un network come questo, non saremmo qui.

Vettori: al momento i nostri premi sono nel forziere. Sarà investito nella messa a punto di una pre-serie del prodotto.

A che punto è la vostra tecnologia?

Vettori: è finita la fase di validazione del prodotto che funziona. Ora siamo in fase di beta-testing per le aziende.

Cillario: lo sviluppo è piuttosto complicato. Ora circa 200 persone usano i nostri dispositivi. È stato un viaggio lungo ma ora si vedono i risultati: alla fine di quest’anno arriveremo sul mercato.

Dove ha sede la vostra startup? 

Cillario: Cubbit ha sede a Bologna ma siamo ospitati nella sede di Tel Aviv dell’acceleratore Techstars. Per certi progetti sviluppati in Italia è fondamentale aprirsi all’estero.

Vettori: siamo a Parma e ci siamo concentrati sull’Emilia-Romagna. Se la sperimentazione andrà bene, guarderemo all’Europa e sicuramente agli USA.

Il mondo della ricerca visto con l’occhio degli startupper: secondo voi il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Cillario: ci sono pro e contro. Certo, avere il brand dell’Università serve, come servono i laboratori e le competenze che vi si possono trovare all’interno che altrimenti non si riuscirebbe a intercettare. D’altro canto, c’è una burocrazia tale che fa sì che si vedano solo le regole e non le competenze.

Vettori: uno dei problemi è la mancanza di intelligenza imprenditoriale. Bisogna capire quando è il momento di uscire con un prodotto pronto a cimentarsi con il mercato. Secondo me, è meglio farsi male subito ma con meno danni piuttosto che aspettare, rischiando di far fatica a tornare indietro.

Che figure professionali servono per essere competitivi all’estero?
Cillario: bisogna “rapire” le persone in gamba, quelle che hanno un talento sia tech che business.

Vettori: servono dedizione e voglia di sudare.

La StartCup in una parola cos’è?
Cillario: l’unico percorso che ti permette di approfondire i temi del tuo business.

Vettori: un viaggio alla scoperta del prodotto che serve a creare attorno all’idea un’azienda.

Un consiglio per i futuri StartCupper?
Cillario: mettersi in discussione sempre, prendere sempre le critiche in chiave positiva. Imparare bene a sfruttare il network. Inoltre occorre grande umiltà per non rischiare di diventare autoreferenziali.

Vettori: come si dice in questi casi, comunque vada sarà un successo. Andate e sbagliate. Riflettete pure sulle vostre ferite ma l’importante è rialzarsi subito e tornare più forti di prima.

Qualche spunto tecnico invece?

Vettori: la StartCup offre una bellissima cassetta degli attrezzi. Da usare fino in fondo.

Cillario: nessuno nasce imprenditore, si apprende sul campo. Bisogna avere una grande disponibilità a imparare.



Due giorni per mettere alla prova la propria idea d'impresa con consulenti esperti. Un'immersione totale per "fare le pulci&quo...

Al via i Tech Meeting: seconda fase del percorso Start Cup.

Due giorni per mettere alla prova la propria idea d'impresa con consulenti esperti. Un'immersione totale per "fare le pulci" ai progetti candidati, ma anche per affinare e migliorare le proprie presentazioni.

Il Tech Meeting, anche quest'anno, si sdoppia.

L'appuntamento per i beneficiari della Romagna è a Faenza, il 18 giugno e a Rimini il 19.

A Reggio Emilia il 20 giugno e il 21 a Parma sono convocati i beneficiari emiliani.

Scarica il programma della tua giornata:

Sono  92  i team che si sono candidati a partecipare alla Start Cup Emilia-Romagna 2018. Qui i  40 progetti ammessi al Tech Meeting , l...

Ecco i 40 team selezionati per la Start Cup 2018

Sono 92 i team che si sono candidati a partecipare alla Start Cup Emilia-Romagna 2018.
Qui 40 progetti ammessi al Tech Meeting, la 2 giorni di formazione con l’obiettivo di definire gli elementi fondamentali del progetto di impresa.
Il Tech Meeting si svolgerà nei seguenti giorni e luoghi:
  • Tech Meeting edizione Romagna (scarica il programma del 18-19 giugno 2018, Faenza e Rimini) per:
    • 3DP Bioseparations
    • ABBATTITORE: FUMI ODORI E POLVERI
    • AEDEX
    • afeather
    • App Lyzard
    • Bibliogiochi
    • Corrective VR
    • CUTINA
    • D'ADONE
    • Doggr
    • dPA
    • FunCoding In Love with Robotics
    • Icegloo
    • MoDeP
    • Plato eLearning
    • RAILEVO
    • Repetita
    • Securtrans
    • Sharelet
    • SmartTARGA
    • The Beach Volley Society
       
  • Tech Meeting edizione Emilia (Scarica il programma del 20-21 giugno 2018, Reggio Emilia e Parma) per:
    • Affitto Giardino
    • AUTHORSCAN
    • Bio Bloom Cosmetics
    • BRAIMAGE
    • CHARGEZONE
    • easyAds
    • FarmIT!
    • Genius 4 U
    • HYPE Biotechnologies
    • IGROO - un’innovativa membrana che mantiene freschi i salumi e i formaggi più a lungo
    • Linea Semplice: salumi come una volta
    • LiveMusicHub
    • Produzione di geopolimeri per applicazioni nell' industria dei materiali refrattari ed ignifughi
    • Rastrelliera per passeggini da bambini
    • Sara
    • SmartART
    • StrikeUp
    • TShare
    • WineHistoryCity