InSimili , Novac Supercap e B-Plas si sono aggiudicati questa edizione della Start Cup Emilia-Romagna . Le tre startup provenienti dal...

InSimili sul podio insieme a Novac Supercap e B-Plas

InSimili, Novac Supercap e B-Plas si sono aggiudicati questa edizione della Start Cup Emilia-Romagna.

Le tre startup provenienti dal mondo della ricerca voleranno a Catania il prossimo 28 e 29 novembre a rappresentare la nostra regione al PNI - Premio Nazionale per l’Innovazione.

Sale sul gradino più alto del podio InSimili, il progetto per creare un dispositivo in grado di simulare le condizioni del corpo umano in coltura cellulare per una sperimentazione dei farmaci più vicina alla realtà che porta a casa il primo premio di 10 mila euro.

Seguono Novac Supercap e B-Plas, a cui vanno rispettivamente 6 e 4 mila euro ciascuno: Novac Supercap si propone di sviluppare una nuova generazione di supercondensatori modellabili su qualsiasi superficie e volume, mentre B-Plas è una startup che produce bioplastica partendo da fanghi di depurazione generando una risorsa da un rifiuto.

È stata una sfida davvero emozionante quella che ha visto succedersi sul palco della Biblioteca del CNR Area della Ricerca di Bologna i dieci team intenti a presentare il proprio progetto: il format ha previsto 4 minuti per ogni pitch, 2 minuti per le domande da parte dei componenti della giuria e 1 minuto per la votazione.
Il voto di ieri sera si è andato a sommare al punteggio già elaborato dal comitato di valutazione ma tenuto segreto a tutti, startupper in primis: il lavoro di questi mesi, tradotto soprattutto nel business plan, è stato giudicato da un team di esperti e ha avuto un peso del 75% sul punteggio totale, il restante invece è stato valutato a caldo dopo ogni pitch.

«Non ce lo aspettavamo proprio e siamo molto contenti di questo risultato. Questo premio sarà una marcia in più per andare a realizzare quello che noi sogniamo di fare: è una botta di adrenalina che ci porta a credere ancora di più che il nostro progetto possa avere successo. Ci emozionano anche tutte le parole pronunciate dall’assessore Costi e da chi ha parlato sul palco: questo contesto ci fa venire ancora più voglia di mettere un seme in una regione come questa per farla crescere» ha dichiarato il team di InSimili.

«Questo è un grande risultato, siamo molto soddisfatti. Non credevamo di farcela: fino a stamattina eravamo molto fiduciosi poi ascoltando di nuovo i pitch degli altri ci siamo accorti che il livello era molto alto e che sarebbe stata dura emergere anche perché il nostro progetto è molto diverso dagli altri. Confessiamo che la nostra roadmap è stata definita anche sulla base della Start Cup: il denaro che abbiamo vinto ci servirà per costituirci e per coprire parte dei costi del brevetto. Per noi salire sul podio era un obiettivo da raggiungere perché arrivare al PNI era il nostro scopo. Per Catania faremo in tempo a mettere ulteriormente a punto la nostra tecnologia: non vediamo l’ora di giocarcela anche là» dicono i co-founder di Novac Supercap.

«Siamo felicissime di questo risultato e, dobbiamo ammetterlo, ci contavamo tanto perché sentivamo di potercelo meritare. Per noi questo premio è uno sprone per andare avanti. L’appuntamento di Catania ci servirà per intensificare i rapporti e continuare a stringere i contatti con persone del nostro settore. Un altro aspetto che ci dimostra che siamo sulla strada giusta è che qui non ci hanno lasciato tregua: abbiamo avuto la dimostrazione che nel nostro prodotto c’è un grande interesse. Essere apprezzati da persone del nostro settore, investitori o futuri clienti, è già un risultato importantissimo» afferma il team di B-Plas.

A questi tre progetti, se ne aggiunge un altro nel viaggio a Catania: EyeCan (ex Training Machine) non vince un premio in denaro ma avrà la possibilità con il progetto di visione artificiale di partecipare alla “Coppa Campioni” delle Start Cup regionali insieme ad altre eccellenze provenienti dagli atenei italiani.

Lac2Lab invece ha conquistato un altro ambitissimo premio: al team che intende utilizzare il latte di scarto per la coltura cellulare in laboratorio secondo un principio di economia circolare va l'assegno da 5 mila euro messo a disposizione da Manager Italia.

I premi sono stati messi a disposizione dagli sponsor della competizione Banca Intesa e Iren, rappresentati da Stefania Bergamaschi ed Enrico Pochettino.

Per approfondire la conoscenza dei progetti leggi le interviste:

InSimili 

Novac Supercap

B-Plas

EyeCan (ex Training Machine) 

Lac2Lab

  Il 10 ottobre nella Biblioteca del CNR Area della Ricerca di Bologna si terrà la fase finale.

Partecipa all'evento finale Start Cup Emilia-Romagna

 


Il 10 ottobre nella Biblioteca del CNR Area della Ricerca di Bologna si terrà la fase finale.

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Di che cosa parliamo quando parliamo di Design Thinking

La persona al centro del nostro progetto.
Quando progettiamo dobbiamo tenere conto che lo facciamo per le persone. Ecco cinque punti da tenere a mente.

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Si sente molto parlare di “Design Thinking”, ma di che cosa si tratta?
Lo abbiamo chiesto ad Andrea Pedrina, “designer miltidisciplinare” esperto della materia. È stato questo infatti il tema sviscerato durante la giornata formativa rivolta ai finalisti della Start Cup Emilia-Romagna 2019 dello scorso 3 settembre a TimWCap. Sotto la guida del docente, i gruppi di ricerca hanno avuto modo di lavorare sui loro progetti applicando i principi del “Design Thinking” uniti a quello che viene chiamato “human centred design”. Sono due approcci differenti che però non si escludono a vicenda, anzi, ne traggono forza. Con “Design Thinking” intendiamo una metodologia o un processo che adottiamo nell'affrontare un progetto che può essere di qualsiasi natura. Nel momento in cui cominciamo a progettare dobbiamo ricordarci che dobbiamo partire dalle esigenze delle persone e non da quelle del mercato. Pedrina in aula ha aiutato i team a capire quali sono le fasi da tenere bene a mente quando sviluppiamo un progetto.

Andando nel dettaglio, ecco i cinque punti:

Empathize

Quando progettiamo qualcosa dobbiamo metterci nei panni delle persone che andranno ad usare il nostro prodotto. Non si tratta tanto di fare l’esperienza in prima persona ma di tentare di capire come la fanno gli altri. Uno degli errori che si commettono più spesso è pensare che siano tutti come noi ma è sbagliato. Questo aspetto che non si improvvisa ma si possono adottare una serie di metodologie codificate nella materia chiamata user research. Uno dei metodi più semplici ed economici l’intervista alle persone per cui sto progettando: una serie di domande poste vis à vis mi permettono di comprendere le reazioni vere delle persone a fronte di ventaglio di ipotetiche situazioni. Ci sono poi indagini più analitiche, di carattere quantitativo e qualitativo oppure i questionari da somministrare a una cerchia ristretta di persone con l’intento di capire quali potrebbero essere le esigenze più profonde che hanno le persone a cui mi sto rivolgendo.

Define

Ora che ho tutto il bagaglio di conoscenza che mi deriva dalla prima fase - conosco bene le persone per le quali sto progettando e so di che cosa hanno bisogno - occorre definire quali sono i loro problemi. Quali soluzioni voglio portare? Quale è il problema che voglio risolvere tra quelli evidenziati? Questo passaggio è fondamentale per passare alle fasi successive.

Ideate

Una volta definito il problema che voglio risolvere, comincio a tirare fuori una serie di idee e di eventuali soluzioni. Si parte dal più classico dei metodi, il brainstorming, sempre considerando che dobbiamo partire dalle esigenze vere delle persone. Una volta che abbiamo tutte le proposte sul tavolo, cominciamo con la validazione per capire quali di queste funzionano e quali no. In alcuni casi, le risposte sono intuitive e pertanto possiamo iniziare a testare la nostra soluzione, in altri casi devo arrivare a un concept: per farlo devo definire un framework ovvero il sistema più funzionale dove applicare l’idea su cui stiamo lavorando. In questa fase procediamo a testare l’idea per capire se così come l’abbiamo pensata ha senso. A mano a mano che metto a punto il progetto, il prodotto sarà sempre più definito: siamo pronti quindi al prossimo step.

Prototype

La fase di prototipazione di fatto è la fase di valutazione finale. È questo il momento in cui decidiamo se l’idea che abbiamo avuto può diventare qualcosa che possiamo iniziare a vendere, che possiamo cominciare a produrre o a proporre a eventuali investitori o partner. Ci sono tante metodologie per prototipare, a seconda di ciò di cui ci occupiamo: un prototipo può essere fisico come un modellino, digitale ma anche un codice scritto o semplicemente uno storyboard in cui immaginiamo una serie di fasi che le persone dovrebbero sperimentare per “fare esperienza” della mia idea. Ovviamente dipende dalla natura del nostro progetto, si parte da metodi più semplici fino ad arrivare, se necessario, a agenzie di prototipazione che possono fare questo per nostro conto.

Test

La fase di test può essere assimilata a quella di implementazione. È il momento in cui si capiscono i passi successivi, in cui si elabora un project plan, si definisce il modello di business e quali sono le figure professionali di cui ho bisogno per portare avanti il mio progetto nonché gli stakeholder di riferimento. In questa fase l’aspetto economico diventa centrale perché un progetto che funziona deve essere sostenibile. A questo punto, dopo aver rispettato tutte le fasi del prcesso di “Design Thinking” possiamo dire che l’idea funziona in maniera piuttosto oggettiva: siamo pronti quindi al lancio del nostro prodotto sul mercato.

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