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Quattro su cinque, un risultato straordinario per la Start Cup Emilia-Romagna.

PNI, ecco i nomi dei superfinalisti

Quattro su cinque, un risultato straordinario per la Start Cup Emilia-Romagna.

Il PNI è alle porte e i team selezionati alla Start Cup Emilia-Romagna si stanno preparando per affrontare la prova.

Verso il PNI 2020


Il PNI è alle porte e i team selezionati alla Start Cup Emilia-Romagna si stanno preparando per affrontare la prova.

  Un ecosistema che funziona si nutre di scambi reciproci per favorire la crescita di tutti i soggetti coinvolti.

Intervista a Pochettino, Head of Innovation IREN

 



Un ecosistema che funziona si nutre di scambi reciproci per favorire la crescita di tutti i soggetti coinvolti.

PNI 2020 avrà luogo per la prima volta online in due giornate: lunedì 30 novembre  e venerdì 4 dicembre.

PNI 2020 - In diretta da Bologna

PNI 2020 avrà luogo per la prima volta online in due giornate: lunedì 30 novembre  e venerdì 4 dicembre.

Per poter supportare l’edizione 2020 della Start Cup Emilia-Romagna, i cinque Ordini degli ingegneri delle province di Bologna, di Modena, d...

Gli ingegneri e l'innovazione: intervista a Vincenzo Tizzani

Per poter supportare l’edizione 2020 della Start Cup Emilia-Romagna, i cinque Ordini degli ingegneri delle province di Bologna, di Modena, di Reggio Emilia, di Parma e di Piacenza hanno deciso di costituire una ATI. «Gli ordini professionali stanno cambiando pelle» ci dice Vincenzo Tizzani, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Bologna «partecipare a un’iniziativa di questo tipo diventa una porta d’accesso privilegiata per entrare nel mondo delle startup che nascono dal mondo della ricerca».

Tizzani, cosa vi ha spinto a sostenere la Start Cup Emilia-Romagna?

Le rapide evoluzioni della tecnologia stanno cambiando il mondo con altrettanta velocità verso una digitalizzazione sempre più diffusa. Dare il nostro contributo ci sembrava una buona occasione per entrare in contatto, guidati da un ente come ART-ER, con aspiranti imprenditori provenienti da università e centri di ricerca. A nostro avviso, è questo il contesto in cui gli ingegneri devono muoversi. Per noi significa «metterci in gioco con le migliori squadre in campo», usando una metafora sportiva. Inoltre si tratta della prima volta che un Ordine Ingegneri supporta una competizione tra startup: per noi questo vuol dire stare al passo con i tempi. Quest’anno, causa Covid, oltre a partecipare al comitato di valutazione il nostro impegno è stato di natura economica ma nel futuro ci piacerebbe coinvolgere maggiormente anche gli iscritti all’Ordine.

La pandemia ha accelerato alcuni processi necessari ma che tardavano a trovare la loro attuazione concreta. Come immaginate il ruolo dell’ingegnere di un futuro che è già presente?

Per loro natura gli ingegneri sono in una posizione ideale per favorire l’innovazione perché da un lato sono competenti in materia di tecnologia, dall’altra collaborano già con le aziende. Possono quindi diventare un tramite tra gli enti di ricerca e le università da un lato e le realtà che hanno necessità di sfruttare le innovazioni di natura tecnologica dall’altro. Siamo in una fase storica in cui non è più sufficiente cambiare un prodotto per ottenere migliori performance: è necessario intervenire sull'intero processo e sulla filiera. L’ingegnere possiede una visione d’insieme e gli elementi per fornire soluzioni. Per questo motivo il suo ruolo diventa fondamentale, specialmente ora che il mondo del lavoro sta cambiando a causa della pandemia. Lo spiego con un esempio. Gli ingredienti sul tavolo sono sempre gli stessi ma il risultato dipende da chi li cucina. L’ingegnere è come uno chef stellato in grado di elaborare un piatto unico con gli ingredienti disponibili. È il modo in cui mette insieme gli elementi con metodo e competenza a fare la differenza.

Venendo alla StartCup, come giudicate le startup che hanno partecipato a questa edizione?

Sono rimasto molto impressionato dalla qualità dei progetti. Ho avuto modo di vedere come gli startupper hanno proposto idee innovative volte a migliorare i loro contesti di riferimento e lo hanno potuto fare perché hanno speso gran parte della loro vita professionale in quel mondo che hanno deciso di migliorare. In questi progetti c’è una grande padronanza della tecnologia: questo è possibile perché c’è una solida preparazione alla base. Le attività formative e di mentoring previsti dal percorso della Start Cup, inoltre, forniscono ai team le competenze mancanti: questo è un ottimo modo per permettere alle startup di camminare sulle proprie gambe.

Che consiglio vi sentite di dare ai team che hanno sfilato davanti a voi con le loro idee?

Di tenere sempre gli occhi aperti sugli avanzamenti tecnologici. Mai sedersi sugli allori perché le evoluzioni sono continue e presenti in tutti i campi: non essere «sul pezzo» potrebbe privare la startup della possibilità di migliorare il proprio prodotto e il proprio servizio.


Ci sono certe pause caffè in cui non solo nascono amicizie ma in cui si stringono relazioni anche d’affari. Il percorso formativo della Star...

Pausa caffè con community building

Ci sono certe pause caffè in cui non solo nascono amicizie ma in cui si stringono relazioni anche d’affari. Il percorso formativo della Start Cup fino all’anno scorso è stato anche questo, una crescita umana e professionale scaturita da una chiacchierata durante un lavoro di gruppo o in un momento di riposo tra un pitch e una lezione. 

Per questo, per colmare la distanza dell’edizione on line e non perdere l’occasione di instaurare legami sociali tra i team, in questo difficile 2020 funestato dalla pandemia, ART-ER ha coinvolto i partecipanti della business plan competition in un’attività di community building per scaldare gli animi che rischiavano di intiepidirsi costretti dietro a uno schermo. 

A dirigere i lavori è stata chiamata la formatrice Greta Rossi, imprenditrice sociale e co-fondatrice di Recipes for Wellbeing, ChangemakerXchange e Ākāśa Innovation che, in quattro incontri ha aiutato i team a conoscersi meglio, superando il loro abituale ruolo di ricercatore o aspirante startupper.

Un’attività insolita per i gruppi, abituati a ragionare su business plan, value proposition e pitching session che però ha portato i partecipanti ad analizzare gli aspetti più emozionali e forse personali, del fare impresa.

In questi incontri, di un’ora e mezza ciascuno, chiamati huddle, si è lavorato su vari temi come il dare e ricevere feedback, la capacità di autovalutarsi con l’obiettivo di diventare più consapevoli e la gestione dei conflitti all’interno del gruppo.

Ecco qualche spunto emerso

Feedback 

E’ da considerarsi un dono e non una critica fine a se stessa. Se si chiede il permesso prima di fornire un riscontro e se c’è la volontà di trovare un’alternativa, è costruttivo per entrambe le parti. Un consiglio? Quando si riceve un feedback, evitare di ribattere subito ma pensarci sopra: molti conflitti nascono appunto dall’impulsività. 

Conflitti

In un team, possono emergere momenti  di tensione ma se si riesce a superare la “tempesta” non se ne può che uscire più forti. «In fin dei conti, le tensioni non sono positive o negative, ma energia da trasformare in qualcosa che permette al team di crescere ed evolversi» sottolinea l’esperta.  

Empatia

«L’empatia, ovvero la capacità di immedesimarsi nell’altro e usare quella consapevolezza per agire per il benessere di entrambe le parti, è l’ingrediente segreto per instaurare dei rapporti genuini, compassionevoli, ma anche autentici. Non è vero che uno ce l’ha o non ce l’ha: il professore Matthew D. Lieberman ci ricorda che siamo “homo empathicus” quindi possiamo considerare l’empatia come un muscolo che si può e si deve allenare. Ascoltare con attenzione e condividere altri punti di vista con leggerezza, senza prendersi troppo sul serio sono un modo per rafforzare il muscolo dell’empatia» aggiunge Greta Rossi.

Storytelling

La capacità di raccontare una buona storia, infine, è uno degli assi della manica di uno startupper. Si è trattato di un cambio netto di paradigma per molti dei partecipanti, i quali, venendo dal mondo della ricerca sono abituati a relazionarsi con un altro ambiente, composto per lo più da esperti della stessa materia. Il cliente invece qui deve essere il protagonista di uno storytelling efficace: ne va del successo di una startup. Per dirla con Joseph Campbell, lo studioso più volte evocato nel corso dell’incontro: «Intraprendiamo un percorso non per salvare il mondo ma noi stessi. Ma nel fare ciò, salviamo anche il mondo». Non è forse questa la missione dello startupper?

 


Un dispositivo per la manutenzione predittiva dei macchinari, un nuovo materiale resistente a temperature estremamente alte rivolto al merca...

I vincitori e i protagonisti della prima edizione virtuale


Un dispositivo per la manutenzione predittiva dei macchinari, un nuovo materiale resistente a temperature estremamente alte rivolto al mercato aerospaziale e un videocardiografo in grado di valutare la funzionalità meccanica del cuore in sala operatoria. Real Time OCM, K3RX e JEM Tech sono le tre startup che conquistano il podio della Start Cup 2020 che si è chiusa giovedì 22 ottobre in versione rigorosamente virtuale.

Dei 63 progetti candidati a questa edizione, tutti provenienti  dal mondo della ricerca dieci sono quelli  arrivati alla finalissima. 

Il pitch della durata di 5 minuti ha influito sull’esito finale della valutazione per il 25% mentre il 75% del voto era determinato dal business plan. Il montepremi di ventimila euro messo in palio dai tre sostenitori Philip Morris Manufacturing and Technology Bologna, IREN UP e una ATI composta dall’Ordine degli Ingegneri delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza: Real Time OCM si è portato a casa l’assegno da 10 mila euro mentre K3RX e JEM Tech rispettivamente  6 e 4 mila euro. 

I tre vincitori, insieme ai team di Zenit Smart Polycristals e AgroMateriae rappresenteranno l'Emilia-Romagna al Premio Nazionale per l'Innovazione che quest'anno si terrà a Bologna dal 30 novembre al 4 dicembre e decreterà le migliori idee d'impresa provenienti dalla ricerca, a livello italiano 

Condotto Marina Silverii, vicedirettore di ART-ER  e da Cosmano Lombardo, founder e CEO di Search On Media Group, l’evento si è prestato anche a qualche considerazione sull’ecosistema regionale grazie alla partecipazione degli ospiti chiamati a intervenire. «È stata l’edizione della fiducia» ha osservato Marina Silverii «un percorso che si è svolto con una modalità on line in tutte le sue tappe testimoniando la nostra vicinanza al mondo delle startup e della ricerca». «La situazione sta cambiando: anche l’Europa sta investendo sulle startup con denaro e strumenti» ha aggiunto «ci auguriamo di essere un buon tramite tra questi team e le nuove possibilità che saranno messe in campo»

Gli assessori regionali Paola Salomoni e Vincenzo Colla, con delega rispettivamente alla scuola, università, ricerca, agenda digitale e allo sviluppo economico e green economy, lavoro e formazione hanno voluto partecipare all’evento, seppure in collegamento dai loro uffici. «Abbiamo lavorato molto negli ultimi tempi anche a stretto contatto con ART-ER per stimolare sul territorio le competenze necessarie all’imprenditorialità» ha sottolineato Salomoni «il nostro impegno si concretizzerà nel Patto per il lavoro e per il clima, un documento in cui indicheremo i temi da affrontare nei prossimi anni nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. In questo quadro si inseriscono le startup, embrioni di idee e noi in Emilia-Romagna dovremo averne cura e farle crescere».

«Su questo territorio vanno messe in campo strategie sulla filiera innovativa» incalza Colla «abbiamo bisogno di questa genialità anche per creare un’offerta maggiore di posti di lavoro dignitosi. Le grandi imprese che stanno nel mondo devono guardare a questo ventaglio di opportunità messo a disposizione dai nostri sistemi innovativi.  Vogliamo lanciare un messaggio culturale forte anche per non lasciare andare via tutta questa conoscenza che dobbiamo trasformare in abilità, altrimenti il nostro territorio rischia di impoverirsi».

Per quanto riguarda la qualità dei progetti presentati, c’è soddisfazione da parte di tutti i soggetti coinvolti nel percorso formativo di questi mesi. Antonello Bartiromo, CEO di dpixel partner tecnico della Start Cup, ragiona invece sulla figura del ricercatore-startupper. «Questo è stato il primo anno in cui abbiamo avuto a che fare con progetti 100% nati in ambito universitario» ha osservato Bartiromo «l’Emilia-Romagna ha una grande disponibilità di capitale umano qualificato che porta innovazione con la ricerca migliorando la vita delle persone. Ora bisogna trovare il modo di valorizzare tutto questo, favorendo il dialogo tra il mondo della ricerca e quello del mercato vista la fatica che fanno ad incontrarsi. Progetti come la Start Cup portano a un cambiamento di mindset necessario per compiere questo salto concettuale» continua «è più facile che un ricercatore diventi un imprenditore che non viceversa».

Prende la parola il presidente di PNI Cube Alessandro Grandi. Sarà lui ad annunciare le importanti novità relative al Premio Nazionale per l’Innovazione previsto a Bologna nelle prossime settimane. Il premio che vede riunite tutte le Start Cup nazionali si svolgerà in modalità virtuale il 30 novembre e il 4 dicembre. «È la prima volta che accade» evidenzia Grandi «daremo comunque alle startup l’opportunità di presentarsi come se fossero a una fiera, favorendo l’incontro con potenziali investitori ma anche con aziende interessate ad attività di open innovation». Per i dettagli relativi al PNI vi rimandiamo a futuri aggiornamenti.

«Ringrazio il team di ART-ER che ha dovuto ripensare il percorso in pieno lockdown» dice Giovanni Anceschi, presidente di ART-ER «il fatto di avere avuto un incremento sul numero delle candidature ci dimostra il valore dell’iniziativa». Anceschi, già startupper, offre ai partecipanti della business plan competition tre consigli: «Cercate di trarre beneficio da queste occasioni di formazioni e accompagnamento, accettando anche le sfide che arrivano dal mercato; insistete sull’attività di rete con enti e altre imprese perché dallo scambio si impara molto e infine un augurio: continuate a divertirvi come state facendo ora».

La finale è solo una tappa di un percorso che non si interrompe. «Arrivederci alla ventunesima edizione» saluta così Marina Silverii a conclusione dell’evento «il nostro lavoro continua e il prossimo anno ci reinventeremo a seconda delle condizioni che troveremo. Che sia un’edizione di contatti ma soprattutto di contatto, ne abbiamo bisogno».


Realizzazione di un nuovo materiale resistente a temperature estremamente alte da impiegare nel mercato aerospaziale. 

K3RX Ceramics Extraordinary - Interviste ai finalisti


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