Cinque mesi di ricerca, colloqui, formazione, selezione. Tutto per scoprire le idee d’impresa e i ...

Appuntamento al 2017 con la nuova edizione della #StartCupER!

Cinque mesi di ricerca, colloqui, formazione, selezione. Tutto per scoprire le idee d’impresa e i talenti più innovativi del territorio e aiutarli a crescere.
L’edizione 2016 della Start Cup Emilia-Romagna ha accompagnato le startup lungo un percorso impegnativo per poter affrontare il mercato: dallo scouting tour per la ricerca delle idee al Tech Meeting per la definizione del progetto di impresa, dalla Tech Week per lo sviluppo dell’idea di business al Tech Days per la redazione del business plan, dalla finale del Tech Garage per la presentazione dei pitch agli investitori al Premio nazionale per l’Innovazione.
Selezioni continue e formazione con esperti del settore, che i cinque finalisti della Start Cup Emilia-Romagna hanno dimostrato di apprezzare. “L’impegno richiesto è stato consistente – dice Stefano Onofri di Cubbit, vincitrice della sezione ICT del PNI - ma si tratta di un investimento necessario per comprendere meglio luci e ombre del proprio progetto”. “Sono state settimane molto intense ma decisamente produttive – osserva anche Mirco Porcari di U&O, 2° premio alla Start Cup Emilia Romagna – Ci hanno dato la possibilità di confrontarci con professionalità molto importanti”.
Un percorso ancora più importante per chi arriva dal mondo della ricerca. “Partecipare alla StartCup ha significato potersi confrontare con persone esperte da cui imparare dinamiche estranee ma complementari alla nostra formazione accademica”, puntualizza Lisa Elviri di Wrap, terza classificata alla Start Cup ER. Ad aggiungersi al coro Gabriele Sereni di MST, startup vincitrice della Start Cup ER, per il quale “Esperienze come queste sono fondamentali per mettere in luce i propri limiti e cambiare prospettiva”.
Ma la StartCup Emilia-Romagna è anche spirito di gruppo, condivisione. “Attraverso questa competizione – dice Matteo Corradini di VST, finalista al PNI - siamo entrati in contatto con moltissimi team con i quali abbiamo condiviso esperienze, preoccupazioni, dubbi, difficoltà e anche la gioia di rivederci dopo ogni selezione. Siamo fermamente convinti che questa competizione sia uno step fondamentale per ogni attività che si voglia presentare sul mercato in modo credibile”.

Quattro startup emiliano-romagnole incubate da Aster , hanno ricevuto importanti riconoscimenti al...

4 startup dell'Emilia-Romagna premiate al PNI e al Premio Marzotto

Quattro startup emiliano-romagnole incubate da Aster, hanno ricevuto importanti riconoscimenti al Premio Marzotto, organizzato dall'associazione Progetto Marzotto e al Pni - il Premio Nazionale per l'Innovazione, promosso dalla rete degli incubatori di impresa universitari (PNICube).

Cloud storage, si è aggiudicata i 25 mila euro del PNI - il Premio Nazionale per l'Innovazione, che si è svolto quest'anno all'Università di Modena e Reggio Emilia a cui hanno avuto accesso vincitori e finalisti di tutte le Start Cup regionali.

Cubbit, che produce un piccolo server domestico in grado di collegare al router tutti gli hard disk esterni dell'utente, ha vinto, inoltre, uno dei 30 percorsi di affiancamento messi in palio nell'ambito del "Premio Marzotto”.


Importante anche il riconoscimento ricevuto da Wrap, startup di Parma che produce dispositivi medici (cerotti e bendaggi) tramite stampanti 3D e biomateriali naturali riassorbibili: ha vinto il "Premio Marzotto" nella categoria “Dall'idea all'impresa", aggiudicandosi un premio di 50 mila euro in denaro e 900.000 euro in servizi. Alla startup è stata data anche la possibilità di partecipare a un percorso di affiancamento del valore di 30 mila euro, con la business school 'CUOA’ e l'incubatore milanese 'Impact Hub'. Wrap si era anche classificata al terzo posto della Startcup Emilia-Romagna 2016.

Altre due start up, che stanno attualmente partecipando al percorso di accelerazione di Aster le Serre dei giardini, sono tra le 30 start up nazionali che saranno seguite dal newtork di incubatori del Premio Marzotto.

Badeggs, food community bolognese che offre un database di opportunità di lavoro per giovani cuochi diplomati (e non), ha vinto un percorso di affiancamento con l'acceleratore d'impresa Future Food Ecosystem di Bologna. Badeggs mette in contatto gli 'insider' (i giovani cuochi) e i 'pro' (i ristoratori, datori di lavoro, capo chef) all’interno della propria community sulla cucina di qualità.

ShapeMe (Bologna) è una piattaforma online per il Wellness e il Fitness che consente di prenotare trattamenti a domicilio, trovare e mettersi in contatto con palestre e personal trainer. Nell'ambito del 'Premio Marzotto', la startup emiliano-romagnola si è aggiudicata un percorso di affiancamento con Cesena Lab, incubatore d'impresa cesenate focalizzato sul mondo digital e appartenente alla rete degli incubatori dell'Emilia-Romagna.

Un esoscheletro per una riabilitazione robotica alla portata di tutti, un cerotto stampato in ...

Prossima tappa: Premio Nazionale per l'Innovazione



Un esoscheletro per una riabilitazione robotica alla portata di tutti, un cerotto stampato in 3D e naturalmente riassorbibile, un sensore low cost per monitorare lo stress dei mezzi meccanici. Parlano di health e industry i tre progetti vincitori dell’edizione 2016 della Start Cup Emilia Romagna. E soprattutto di una regione piena di talenti e idee innovative emersi grazie alla #StartCupER e allo scouting tour condotto con dPixel sul territorio.

MST, U&O e Wrap accederanno di diritto alla finale nazionale del PNI, il Premio Nazionale per l'Innovazione promosso dalla rete nazionale degli incubatori di impresa universitari (PNICube), che sarà ospitato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia a Modena l’1 e 2 dicembre.

Insieme a loro il 4° e 5° classificato: il cloud che abbatte i costi fino a mille volte sviluppato da Cubbit e il manubrio che rileva i segni vitali con un semplice tocco ideato da VST.

Nato nel 2002 a Bologna, dopo 14 anni il PNI torna in Emilia. Quaranta università italiane e venti incubatori organizzano quella che si è affermata come la più importante competizione nazionale tra le nuove imprese nate dal mondo accademico e della ricerca. Quattro categorie di premiazione - life sciences, ICT, cleantech & energy, industrial - più due menzioni speciali come miglior progetto di “Innovazione Sociale” e miglior progetto di “Pari Opportunità”.

Il 20% delle idee da cui sono nate startup innovative in Italia provengono dal mondo universitario come spin off della ricerca o sono state accompagnate da incubatori della rete universitaria. Al motto di Shaping the Future, il PNI mira proprio a diffondere la cultura d’impresa in ambito accademico e favorire lo scambio tra ricercatori, mondo dell’impresa e della finanza. In bocca a lupo ai finalisti provenienti dalla #StartCupER e a tutti i progetti in gara!

Un sensore innovativo per monitorare lo stress dei mezzi meccanici: il progetto reggiano MST vinc...

And the winner is... MST


Un sensore innovativo per monitorare lo stress dei mezzi meccanici: il progetto reggiano MST vince 10.000 euro alla startcup emilia-romagna 2016

Con il “Tech Garage” si è chiusa l’edizione 2016 della Start Cup Emilia-Romagna.

Gabriele Sereni e Marco Lasagni, ingegneri della provincia di Reggio Emilia hanno vinto la Start Cup 2016 con MST [leggi la storia], un sensore innovativo che monitora in diversi contesti lo stress dei componenti meccanici di mezzi di movimento a terra, prodotto grazie ad una tecnologia che abbatte i costi di produzione da 1/4 ad 1/10. “I sensori presenti oggi sul mercato hanno un costo che va dai 1000 agli 8000 euro, il nostro può arrivare a costare fino a 10 volte meno” – ha dichiarato Sereni, il vincitore, ingegnere meccatronico che insieme a Lasagni, ingegnere elettronico, entrambi di Unimore, hanno sviluppato il progetto con passione, nel loro “garage” e investendo risorse proprie.

Rispettivamente al 2° e 3° posto si sono classificate la piacentina U&O, che si occupa di tecniche e strumenti di riabilitazione robotici con Hugo il prototipo di esoscheletro e la parmense Wrap, che produce dispositivi medici mediante stampanti 3D e biomateriali naturali riassorbibili. Alla cerimonia ha partecipato l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi.



Quest’anno – spiega Marina Silverii, vicedirettore di Aster – a Start Cup Emilia-Romagna sono stati presentati 125 progetti imprenditoriali, il 25% in più rispetto all’anno scorso. A differenza di altri anni, nell’edizione 2016 le idee di impresa in gara non erano focalizzate solo su ICT web e social o industria. Basti pensare che al secondo e terzo posto della competizione si sono classificate 2 startup attive nel settore salute e benessere e che altre 2 sono comunque tra le migliori 10. Un dato molto positivo che conferma che in tutti i settori economici c’è la possibilità di creare imprese innovative. Aster può dare un contributo concreto alle startup della regione, supportandole nel loro processo di crescita”.

La Regione lavora per investire nelle idee e nelle persone. Questo territorio sta diventando un grande laboratorio per dare un futuro ai giovani. Non ci credo che tutti i giovani vogliono andare all’estero, oggi ad esempio ho visto delle bellissime idee d’impresa che noi continueremo a seguire come Regione. Si è appena chiuso il bando da 6 milioni di euro per start e pmi innovative ed è aperto quello per mandare 10 giovani a studiare per due settimane in Silicon Valley” – ha commentato Palma Costi, assessore regionale alle attività produttive Palma Costi

Al primo classificato saranno assegnati 10 mila euro, messi a disposizione da Cofiter (Confidi Terziario Emilia-Romagna) [leggi la storia]al secondo 5 mila euro, offerti dalla multi utility Iren [leggi la storia], al terzo 4 mila euro grazie al contributo del Banco di San Geminiano e San Prospero [leggi la storia]. 

I 3 progetti vincitori della StartCup Emilia-Romagna, insieme al 4° e 5° classificati rispettivamente Cubbit e VST, parteciperanno al PNI - Premio Nazionale per l'Innovazione, promosso dalla rete nazionale degli incubatori di impresa universitari (PNICube), che quest’anno si terrà a Modena l’1 e 2 dicembre.
Sono stati premiati anche i vincitori della sezione GenerAZIONI dagli sponsor Glibbo, Meeo, MakeItalia e Tickete: hanno vinto Te.Co.Arts Portale Alternanza scuola lavoro, MyPuppy app, più Jofruit per il miglior video. Il premio Zanichelli (libri e manuali per 500 euro) se lo dividono due scuole, l’Istituto Primo Levi di Vignola e l’IIS Mattei di San Lazzaro




I progetti

MST è il progetto sviluppato dalla startup di Castellarano (RE) Indiotech, che opera nel settore dell’elettronica industriale. MST è un sensore, in corso di brevettazione, per il monitoraggio della coppia torcente. La facilità di implementazione del dispositivo, la connettività wireless e le altre tecnologie di cui è dotato consentono di abbattere il costo di questo apparecchio rendendolo particolarmente conveniente per le industrie del settore meccanico. Fondatori della startup sono gli ingegneri elettronici Marco Lasagni e Gabriele Sereni.

U&O è una startup piacentina che in ambito biomedicale si occupa di tecniche e strumenti di riabilitazione robotici per persone con disabilità motorie agli arti inferiori. U&O ha lanciato un percorso riabilitativo di nuova generazione, che applica a un esoscheletro robotico una tecnologia avanzata (HU.GO.) che lo rende economicamente accessibile a tutti. Il progetto è iniziato tre anni su iniziativa di Mirco Porcari, Andrea Santi, Gianluca Sesenna. U&O ha avviato una collaborazione con l’Università di Parma e stretto accordi con altre realtà operanti nel settore medicale per intraprendere un percorso di sperimentazione che porti a un ulteriore evoluzione del prodotto, validandone l’efficacia.

Wrap è una startup di Parma che produce dispositivi medici (cerotti e bendaggi) tramite stampanti 3D e biomateriali naturali riassorbibili. I dispositivi sono destinati alla cura di lesioni della pelle (ferite croniche, piaghe da diabete, lesioni, ustioni, ecc.) e hanno una composizione a base di chitosano, acido ialuronico, collagene, fibroina, vitamina E e principi attivi. La startup è stata fondata dai professori Lisa Leveri (amministratore delegato), Ruggero Bettini e Marco Silvestri. Allo sviluppo dell’azienda contribuiscono anche Ruben Foresti, Annalisa Bianchera e Carlo Bergonzi




Lavorare insieme per crescere . Così oggi grandi e piccole aziende si contaminano al grido di “O...

La nuova energia del Paese si chiama open innovation. La formula Iren


Lavorare insieme per crescere. Così oggi grandi e piccole aziende si contaminano al grido di “Open innovation!”. Secondo un’indagine condotta da Accenture la collaborazione tra aziende e startup (o altri soggetti innovatori) può generare in tutto il mondo una potenziale crescita di circa 1,5 trilioni di dollari, pari al 2,2% del Pil globale, e solo nel nostro Paese – ancora indietro - un incremento di 35 miliardi di euro (l’1,9% in più del Pil).

Lo sa bene il Gruppo IREN che dal 2010 da energia al territorio e ha sposato la filosofia dell’open innovation per attrarre le migliori competenze attive nella ricerca. “Attualmente abbiamo in portafoglio 12 progetti finanziati dalla Ue ed un progetto dal MIUR, che ci permettono di relazionarci con partner di altissimo livello in oltre 90 città europee”, ci racconta il Direttore Innovazione ed Internazionalizzazione del Gruppo Enrico Pochettino. Anche per questo, dopo tre anni di partecipazione come main sponsor del Premio Nazionale Innovazione, a cui confluiranno i finalisti delle Start-Cup regionali, hanno deciso di sostenere le due competizioni regionali dell’Emilia Romagna e della Liguria. “Alcune start-up che in una competizione multi-settoriale non riescono ad accedere al premio nazionale, possono essere per noi di interesse per attinenza ai nostri business e coerenza con i nostri obiettivi di ricerca”.

Il Gruppo IREN opera principalmente nel Nord-Ovest d’Italia, in Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna Occidentale. In questi territori, come recita il loro claim “danno energia al territorio” promuovendo un nuovo modello di sviluppo territoriale centrato sull’innovazione di processo e di prodotto e sull’innovazione sociale. Nel piano industriale 2015-2020 il 98% degli investimenti previsti è destinato allo sviluppo territoriale con un forte impatto per le economie locali. “Sicuramente però ci vogliamo distinguere – ci spiega Pochettino -  per gli investimenti sugli intangibles ed in particolare per il rapporto con i cittadini utenti dei nostri servizi. Tra gli strumenti che abbiamo adottato ci sono i Comitati Territoriali, organizzati su base provinciale e che appresentano un canale di dialogo innovativo per il confronto e la progettazione tra il Gruppo e tutti i portatori di interesse delle varie comunità, in merito ai servizi aziendali e ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ai comitati si affianca “IrenCollabora.it”, primo esempio a livello nazionale di piattaforma di progettazione partecipata”. A tutto ciò si affianca l’impegno per uno sviluppo sostenibile: solo nel settore della cogenerazione e del teleriscaldamento, in cui è leader italiano, ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 2 milioni di tonnellate di CO2.

Innovazione è oggi la parola d’ordine per il nostro Paese. Ma per Enrico Pochettino c’è ancora molto da fare per agevolare le imprese che rischiano propri capitali nello sviluppo di prodotti e servizi innovativi. “Penso ad esempio agli strumenti nazionali di finanziamento della ricerca che sono meno attraenti di quelli europei, sia in termini tassi di copertura dei progetti di ricerca, sia in termini di rigidità e burocrazia nelle regole di adesione”.  

Nove volte su dieci, in Italia le start up nascono con i soldi di mamma, papà e parenti (88,6%...

Dall’idea all’impresa, chi dà credito alle startup?



Nove volte su dieci, in Italia le start up nascono con i soldi di mamma, papà e parenti (88,6% dei casi). Banche e istituzioni finanziarie intervengono raramente (3%) per finanziarie a medio-lungo termine la nuova impresa. A rivelarcelo è stata proprio una ricerca condotta da Aster insieme all’Università di Bologna.

Ma cosa porta i neoimprenditori a ricorrere alle risorse familiari? C'è una difficoltà di accesso al credito?  Lo abbiamo chiesto a Stefano Bolis, impegnato nel settore bancario dal 1990 e dal 2014 alla guida del Banco S.Geminiano e S.Prospero, che quest’anno sostiene la StartCup Emilia Romagna.

Non vi è dubbio che le pressioni provenienti dalle novità regolamentari sul mercato bancario, sommate all’evoluzione della congiuntura economica, abbiano reso più complesso l’accesso al credito in questi ultimi anni. Questa situazione ha condizionato pesantemente anche la domanda stessa di finanziamenti da parte delle imprese, domanda che solo recentemente ha segnato una leggera ripresa. Piccole e medie imprese sono un segmento core per il Banco S.Geminiano e S.Prospero che è pronto per fare la sua parte, forte dell’appartenenza a un grande gruppo bancario, il Banco Popolare, che, come dimostrano gli ultimi esami svolti dalle autorità bancarie europee, ha capitale e liquidità sufficienti per sostenere le imprese laddove vi siano idee interessanti e innovative.


In che modo il Banco S.Geminiano e S.Prospero è vicino alle startup e le sostiene?

Alle start up e più in generale alle imprese, offriamo prodotti ad alto valore aggiunto e contraddistinti da un alto grado di innovazione. Penso a YouWorld, il portale informativo sull’estero che offre opportunità di business, a YouTrade Finance, servizio di trade finance attraverso un portale web dedicato, al supporto nelle relazioni internazionali anche per le piccole e medie realtà. E a tutta una serie di servizi digitali evoluti che puntano a semplificare e supportare le imprese nella ordinaria amministrazione.


Perché avete deciso di sostenere la StartCupEmiliaRomagna?

Abbiamo pensato di affiancarci ad Aster, riconoscendone il ruolo di protagonista nel mondo dell’innovazione, per dare il nostro contributo e per cogliere tutte le opportunità di sviluppare nuove relazioni nel mondo delle start up.


Grazie alla vostra attività siete ogni giorno a contatto con aziende che nascono o decidono di reinventarsi. Qual è secondo voi la ricetta italiana per l'innovazione?  Quali i punti di forza che permettono alle nostre aziende di vincere anche all'estero?

L’italianità è essa stessa un brand. Creatività e qualità sono storicamente caratteristiche che ci contraddistinguono in tutto il mondo e continuare a puntare su questi elementi è fondamentale, soprattutto in un mondo sempre più globalizzato. Certo è che oggi non si può prescindere da temi quali la digitalizzazione e l’internazionalizzazione che non sono più strategici, ma necessari.

E la vostra personale ricetta per l'innovazione? Su cosa punta il Banco S.Geminiano e S.Prospero per rimanere competitivo?

Innovazione tecnologica e definizione di nuove politiche di mercato sono due linee fondamentali nelle strategie che noi, come tutte le banche italiane, dovremo attuare per rimanere competitivi su un mercato sempre più europeo. Noi siamo una banca territoriale, di tradizione popolare, e la nostra sfida è anche la nostra opportunità: innovarci in campo tecnologico, commerciale e finanziario e, allo stesso tempo, preservare la nostra identità fondata sul legame con i territori su cui abbiamo una storia di oltre 150 anni.

Segui il live Tweeting #StartCupER Il Techgarage ti aspetta a Reggio Emilia per incoronare i 3...

Start Cup Emilia-Romagna 2016, è l'ora della finale

Segui il live Tweeting #StartCupER

Il Techgarage ti aspetta a Reggio Emilia per incoronare i 3 vincitori

La StartCup Emilia-Romagna, coordinata da ASTER, è lieta di invitarti il prossimo 20 ottobre al Techgarage, l’evento finale della business plan competition regionale.

Saranno premiate le migliori 3 idee d’impresa tra i team finalisti di aspiranti startupper e i migliori video del concorso GenerAZIONI.

Le idee di impresa saranno votate in diretta durante la pitch session da una giuria composta da imprenditori, investitori ed esperti di innovazione.

Il programma e i dettagli dell’evento saranno disponibili a breve.

Per partecipare è obbligatorio prenotare il proprio posto a questo link.


Un fisioterapista, un progettista meccatronico e un ingegnere informatico. Insieme per aiutare le ...

Con HU.GO la riabilitazione robotica è alla portata di tutti

Un fisioterapista, un progettista meccatronico e un ingegnere informatico. Insieme per aiutare le persone con disabilità agli arti inferiori a rialzarsi e riprendere a camminare.

Gianluca Sesenna, Andrea Santi e Mirco Porcari vivono a Fiorenzuola Darda nella provincia di Piacenza. È qui che Gianluca propone un'idea ad Andrea, l'amico che conosce sin da piccolo. Lavorando come fisioterapista Gianluca conosce bene tutte le difficoltà di un percorso riabilitativo e cerca un modo per renderlo più efficace e accessibile a tutti grazie alle nuove tecnologie. Così dopo il lavoro, nelle sere e nei weekend inizia con i suoi amici a lavorare a HU.GO, un dispositivo robotico indossabile che permette alle persone con disabilità agli arti inferiori di stare in piedi, camminare e intraprendere un percorso terapeutico innovativo e più efficace rispetto ai sistemi tradizionali.

HU.GO non è l’unico esoscheletro esistente sul mercato, ma rispetto ai suoi predecessori è facilmente modulabile e configurabile, ha un costo nettamente inferiore, permette ai terapisti di lavorare in condizioni migliori e ai centri riabilitativi di ottimizzare le risorse. Per realizzarlo Gianluca, Andrea e Mirco hanno utilizzato tecnologie sviluppate in altri ambiti della meccanica ancora non entrate nel campo della riabilitazione. Così la multidisciplinarietà si è rivelata la chiave di volta che ha permesso loro di non fermarsi al conosciuto e guardare oltre.

Oggi la loro idea è realtà e partecipa alla StartCup Emilia Romagna attraverso la startup U&O da loro creata. HU.GO affronterà la sperimentazione clinica che nell’Università di Parma e in una casa di cura lombarda per poi essere immesso sul mercato nell’autunno 2017.