L’innovazione ci salverà? Se questa è la via, c’è ancora molta strada da percorrere considera...

Imprese, la salvezza è nell’innovazione?




L’innovazione ci salverà? Se questa è la via, c’è ancora molta strada da percorrere considerando che l'European Innovation Scoreboard 2016, il rapporto sull'innovazione della Commissione Ue, colloca l'Italia al diciassettesimo posto tra gli innovatori moderati. Davanti 16 Paesi europei leader dell’innovazione o forti innovatori.

Le economie avanzate crescono perché innovano. Le imprese che innovano guadagnano di più, pagano di più i loro dipendenti, crescono più in fretta, attraggono talenti e stimolano la crescita di altre imprese”, scrive l’economista italiano Guido Tabellini.

E allora cosa blocca il nostro Belpaese? Abbiamo chiesto un parere a Marco Amelio, presidente di Cofiter, uno dei principali Confidi italiani, che da anni opera a sostegno delle idee imprenditoriali e del business delle micro, piccole e medie imprese italiane. “Tanto per cominciare, secondo noi – ci dice - va sfatato il mito dell'innovazione, che non deve essere un qualcosa da attuare all'improvviso, come strumento tanto rivoluzionario quanto salvifico, ma deve avere il valore di prassi. Oggi, ogni tipologia di impresa, indipendentemente dal settore in cui opera, deve essere al passo con l'innovazione, che deve a sua volta essere costante, work in progress, conseguenza diretta di formazione e aggiornamento continuo. E penso al digitale, all'informatizzazione dei processi produttivi, all'e-commerce. Sono strumenti a cui non è più consentito sottrarsi, anche nelle realtà a tradizione famigliare, che rappresentano il tessuto produttivo fondamentale del territorio e costituiscono buona parte del nostro campione”.

E proprio la digitalizzazione sembra essere la nota dolente delle imprese italiane. Secondo lo Smart City Index di Ernst&Young sette PMI italiane su dieci usano internet, ma solo il 5,1% fa uso di piattaforme e-commerce. E soprattutto, il 40% degli imprenditori non riconosce il valore della rete per il proprio business.

Le startup sembrano invece avere il digitale nel Dna. Sono 5500 ad oggi le startup innovative in Italia e danno lavoro a più di 23 mila addetti. Per una volta secondo i dati Censis del 2015, il nostro Paese è leader europeo nella propensione a fare impresa degli under 35, davanti a Germania, Inghilterra, Francia.

“Il loro potenziale è indiscutibile - commenta il presidente di Cofiter - Come Confidi vigilato dalla Banca d'Italia (che ci ha recentemente inseriti nell'Albo degli intermediari finanziari, tra i 10 Confidi in Italia, riconoscendo dunque la nostra solidità) da anni lavoriamo in una ottica di programmazione, mai di emergenza, cercando di allargare i nostri ambiti di intervento e di individuare le necessità dell'economia reale. E insisto sul reale, perché di concretezza, non di parole e illusioni, c'è bisogno. In questa ottica abbiamo sottoscritto lo scorso 14 marzo l'accordo biennale con Aster nell'ambito degli oltre 6 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per l'avvio e il consolidamento di start up innovative capaci di esplorare nuovi ambiti di mercato. Riteniamo che oggi più che mai sia necessario unire le forze. I soggetti economici devono relazionarsi senza competizioni e sovrapposizioni. L'obiettivo è per tutti il medesimo: la ripresa. E si può raggiungere solo mettendo in campo energie, risorse ed esperienze”.

Dal 12 al 16 settembre si è svolta, presso la sede di WCAP a Bologna la Tech Week. Una fase dedic...

Da 20 a 10: ecco la graduatoria della Tech Week Emilia-Romagna 2016

Dal 12 al 16 settembre si è svolta, presso la sede di WCAP a Bologna la Tech Week. Una fase dedicata alla formazione e al perfezionamento delle idee di impresa, l'ultimo ostacolo da superare per l'accesso alla fase finale della Start Cup Emilia-Romagna 2016.

10 sono i progetti selezionati che parteciperanno alla formazione sul business plan e all'evento conclusivo della competizione (Tech Garage), che si svolgerà giovedì 20 ottobre a Reggio Emilia

Idea, scenario, competitors, team, business model… tutte le parole e i temi chiave nel futuro di ...

Dalla TechWeek 5 errori da evitare nell’avvio di una startup


Idea, scenario, competitors, team, business model… tutte le parole e i temi chiave nel futuro di una startup di scena questa settimana alla TechWeek della StartCup Emilia Romagna. Fino al 16 settembre i 20 team rimasti in gara tornano sui banchi di scuola per dedicarsi al perfezionamento dell’idea di impresa e del business plan. Passi necessari se si vuole resistere alle dure leggi del mercato. Perché dall’European startup monitor sembra che le startup europee puntino più a sopravvivere che a scalare. E se le 2365 startup analizzate nei 28 mercati europei hanno in media 2 anni e mezzo, l’Italia con 1,7 è seconda solo alla Romania.

A seguire sin dallo scouting tour le startup candidate alla StartCup Emilia Romagna è Niccolò Sanarico, dealflow manager & CTO dPixel. Da lui arrivano cinque preziosi consigli sugli errori assolutamente da evitare nell’avvio di una startup.

1.    Costruire il team sbagliato.
  • Sembra banale, ma uno dei principali motivi per cui una startup non riesce a decollare è la formazione di contrasti all’interno del team imprenditoriale. E questo succede di solito esattamente nei momenti di difficoltà, quando occorre coesione e resilienza. Ricercate attentamente il vostro team di fondatori, siate molto cauti a portare a bordo persone con cui non avete esperienza di lavoro o di conoscenza o di cui non avete un buon feedback da persone di cui vi fidate. L’alchimia del team è fondamentale e molto delicata.
2.    Non cercare feedback esterno
  • Avviare una startup è un processo complesso e pieno di imprevisti. Per quanto la tentazione di “chiudersi nel garage” e creare un prodotto che cambierà il mondo sia forte, non sprecate occasione di cercare feedback su quello che state facendo. Parlate con amici, clienti, esperti, investitori… cercate persone di cui vi interessa l’opinione.
3.    Lasciare perdere la pianificazione, perché tanto “il business plan non lo legge nessuno"
  • È vero: leggere il classico business plan non è necessariamente in cima alle priorità di un investitore o di un business angel. Questo non significa tuttavia che le attività di ricerca e pianificazione necessarie alla redazione di un business plan non servano, anzi. Redigere un business plan richiede ricercare il proprio mercato, pianificare una roadmap di sviluppo, elaborare una strategia di ingresso al mercato, costruire un piano economico, valutare gli investimenti necessari… esattamente tutto quello che serve per approcciare in modo strutturato l’avvio di un’impresa. Come disse Eisenhower, “plans are nothing, planning is everything”.
4.    Puntare all’ottimo, quando il buono può essere più che sufficiente.
  • La ricerca della perfezione sembra sia particolarmente sentita dai fondatori tecnici: a volte gli ingegneri vengono colpiti da una sindrome di protezione paterna, e decidono di non rilasciare il proprio prodotto fino a che non “sarà perfetto”. Cioè, potenzialmente mai. Attrezzate i vostri processi di sviluppo e commercializzazione attorno al mantra “always be shipping” (sii sempre pronto a rilasciare il prodotto).
5.    Sottostimare l’importanza del marketing
  • Una startup non si ferma quando il prodotto è pronto. L’attività principe, e la più difficile da digerire soprattutto per i team con background tecnico, è quella di ricerca, acquisizione e gestione del clienti. Marketing e vendita, per dirla breve. Ricordate che non basta “mettere il prodotto là fuori ed il mondo lo comprerà”: la vera sfida, e la più eccitante, comincia quando la vostra startup incontra il suo primo cliente.

Dei 120 progetti in gara, ne restano 20 in attesa dell'ultima - e più complicata - part...

Aspettando la Techweek


Dei 120 progetti in gara, ne restano 20 in attesa dell'ultima - e più complicata - parte dedicata alla formazione e al perfezionamento delle idee di impresa.

Il racconto della Start Cup riprenderà nella seconda settimana di Settembre per documentare la TechWeek, che si terrà a Bologna (12-16 settembre) e sarà ospitata dagli amici di WCAP. 


Esperienza, intuito? Non bastano più per gestire un’azienda . Neanche se di piccole dimensioni. ...

Da un team UniBo, il software che aiuta le PMI a prendere le decisioni migliori



Esperienza, intuito? Non bastano più per gestire un’azienda. Neanche se di piccole dimensioni. Cresce l’uso di strumenti di business intelligence and analytics: sistemi informatici che aiutano i manager a controllare le prestazioni dell’azienda e prendere le decisioni migliori utilizzando dati e modelli per risolvere problemi.

Un mercato che per Gartner conta nel mondo un giro di affari di 16,9 miliardi di dollari con una crescita del 5,2% rispetto al 2015. Qui la sfida odierna si gioca sulla realizzazione e implementazione di soluzioni capaci di prevedere andamenti a partire dai dati raccolti e di prescrivere azioni in base ai risultati che si vogliono raggiungere. E un team dell’Università di Bologna ha deciso di raccoglierla.

Tre ingegneri informatici del Dipartimento di Informatica, Scienza e Ingegneria – all’anagrafe Alessio Bonfietti, Federico Caselli e Raffaele Ianniello – ce la raccontano durante lo scouting tour della StartCup Emilia Romagna. Dopo anni di impegno nella ricerca hanno deciso di indossare i panni di imprenditori e dare vita allo spin-off MindIT, per sviluppare insieme al collega Michele Lombardi e alla professoressa Michela Milano, Synapse, un software configurabile e modulabile che aiuta le imprese a prendere le decisioni più appropriate analizzando i dati e proponendo gli scenari migliori possibili in base agli obiettivi stabiliti.

E se sino ad oggi i sistemi di supporto alle decisioni erano un lusso solo per grandi aziende, Synapse promette il meglio a costi contenuti accessibili anche a medie e piccole imprese. Perché - come ci ricordano Alessio, Federico e Raffaele - "questi sistemi sono in grado di prendere decisioni più efficienti, ottimizzando le risorse e minimizzando tempi e costi, aumentare la trasparenza dei processi decisionali e valutare l’impronta ambientale favorendo processi ecosostenibili”.

Synapse sarà sul mercato dai primi mesi del 2017, ma ha già riscontrato l’interesse di molte aziende che lo stanno sperimentando e utilizzando per i propri processi decisionali.

“ La vera domanda di mercato non è di spazi ma di persone che li possano occupare ”, esordisce Lu...

Tre ventenni vogliono ridare vita a spazi e quartieri abbandonati


La vera domanda di mercato non è di spazi ma di persone che li possano occupare”, esordisce Luca. E infatti secondo Confesercenti in Italia ci sono ormai oltre 627mila locali commerciali sfitti per mancanza di un’impresa che vi operi all’interno. Nei primi 8 mesi del 2015 sono sparite, tra negozi e pubblici esercizi, circa 30 imprese al giorno. E dal 2012 ad oggi sono state oltre 300mila quelle che hanno cessato l’attività. Una desertificazione che colpisce l’intero territorio ma è più evidente nei piccoli centri e nelle zone periferiche delle grandi città.

Così a vent’anni, Luca Giuglietti e i suoi due compagni d’università Giovanni Zerbinati e Eros Tartaglia hanno deciso di non rimanere con le mani in mano e di recuperare locali e spazi abbandonati per renderli disponibili sul mercato. Li abbiamo incontrati durante la tappa ferrarese dello scounting tour della StartCup Emilia Romagna. Luca ci ha raccontato che l’idea è nata vedendo città e piccoli centri cambiare vita e forma sotto i loro occhi. Così da studenti di design dell’Università di Ferrara hanno deciso di mettere in campo le loro competenze per dare nuovo smalto alla vita sociale ed economica di quartieri svuotati riammodernando spazi inutilizzati e rendendoli disponibili sul mercato anche per brevi periodi o per feste ed eventi. Domanda e offerta si incontreranno su Neeple.com, una piattaforma web che semplificherà la ricerca del luogo dando tutte le informazioni necessarie.

Il lancio della piattaforma è previsto per giugno 2017. Prima tappa Ferrara, poi Bologna, Padova e così verso le altre città italiane. “Vogliamo lavorare insieme alle persone del posto – precisa Luca - Che siano esse parte di imprese, associazioni, enti o che siano semplici cittadini, l'importante è che siano del territorio. Questo permetterà di valorizzare le zone in cui gli spazi di Neeple saranno presenti. Le attività che svolgiamo al di fuori degli ambiti di studio e lavoro ci aiutano costantemente a percepire il valore delle cose e delle persone che stanno attorno a noi. Magari in futuro avremo la possibilità di riprogettare un ex-negozio confiscato alle Mafie e di ospitarlo sulla nostra piattaforma!".

Sempre più italiani acquistano online. Secondo i primi dati del Politecnico di Milano , nel 2016...

Kase, così la spesa viaggia sicura



Sempre più italiani acquistano online. Secondo i primi dati del Politecnico di Milano, nel 2016 il mercato eCommerce B2C in Italia è cresciuto del 17% raggiungendo quota 19,3 miliardi di euro. E se il maggior contributo arriva ancora dal settore del turismo e dei trasporti, avanzano comparti fino a qualche anno fa solo marginali, come arredamento, home living e Food&Grocery.
Il mercato potenziale del food delivery in Italia è molto vasto: solo il 15% degli esercizi commerciali attivi nel settore enogastronomico oggi ha un servizio di consegne a domicilio. La partita si gioca sempre più sulla consegna del fresco e del freschissimo. Così tre ingegneri che stanno completando la specialistica all’UniMoRe e un esperto nella preservazione del cibo e nella gestione dei suoi scarti hanno creato Kase: una piccola box che combina materiali altamente isolanti, utilizzati in principio per le coperture negli shuttle, con un sistema di tracciabilità. Ci raccontano la storia del progetto durante lo scouting tour della StartCup Emilia Romagna.

Tutto nasce grazie ad una “sfida” lanciata durante il programma Challenge Based Innovation frequentato al Cern di Ginevra. Qui si mettono all’opera per sviluppare una soluzione che agevoli il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari deperibili rendendo il processo profittevole per i retailer, che grazie alla box in grado di conservare perfettamente il cibo per 12 ore risparmierà gli alti costi dei camion frigo, e vantaggioso per il cliente che saprà in ogni momento dove si trova la sua spesa senza doverla attendere inutilmente a casa.

Oggi i founder Francesco Attanasio, Marco Paparo, Dario Cortesi e Marco Caselli stanno lavorando all’ottimizzazione del prototipo. A fine 2016 il servizio sarà pronto per un mercato pilota.

Al termine delle 2 giornate di Tech Meeting ospitate da  CesenaLab  e da  REI- Reggio Emilia Inno...

Selezionate le 20 idee che accedono alla Tech Week


Al termine delle 2 giornate di Tech Meeting ospitate da CesenaLab e da REI- Reggio Emilia Innovazione sono state selezionate le 20 idee di impresa che accedono alla terza fase della Start Cup 2016.
L'hanno spuntata ben 15 progetti con un background vicino al mondo della ricerca, di cui quasi la metà provenienti da Modena e Reggio Emilia. Seguono Bologna e Ferrara con 3 rappresentanti ognuno, e poi gli altri territori regionali. Molte sono le idee che fanno riferimento al settore della salute e delle scienze della vita, della meccanica avanzata ma anche agroalimentare e piattaforme web.
L'appuntamento con i progetti selezionati è per  la "TechWeek", in programma a Bologna presso WCAP, dal 12 al 16 settembre 2016.