Ok pitch e business plan ma anche la comunicazione è importante. Ecco gli aspetti da tenere a mente. Lo startCupper è talmente immerso n...

Last but not least: la comunicazione

Ok pitch e business plan ma anche la comunicazione è importante. Ecco gli aspetti da tenere a mente.

Lo startCupper è talmente immerso nella propria idea che talvolta trascura alcuni aspetti legati alla comunicazione. Certo, un progetto d’impresa legato alla ricerca assorbe ogni cellula del corpo e della mente ma è opportuno sottolineare che anche la comunicazione è importante.

Ecco di seguito alcuni temi su cui ragionare in vista della finale e del contatto con potenziali clienti, partner, collaboratori, investitori e giornalisti. Durante questi primi passi potrebbe non essere ancora necessario avvalersi di professionisti del settore ma ricordatevi che questa voce andrà contemplata sia nel business plan sia nel computo del tempo da destinare a queste attività.

Preparate un press kit
Basta un link su Drive o WeTransfer o affini con un breve comunicato stampa in italiano e in inglese in cui con molta semplicità raccontate il vostro progetto. Prima di condividerlo accertatevi che sia chiaro anche per i non addetti ai lavori: non tutti sono competenti nella vostra materia. Preparate alcune foto del/dei founder o del team che possono essere adatte, per esempio, a un articolo di giornale. Sembra un dettaglio ma ha la sua importanza per cui fatevi trovare preparati se qualcuno bussa alla vostra porta con questa richiesta.

Raccontate una storia

Se per la presentazione del pitch è necessario essere brevi e diretti, in altre circostanze lo storytelling è fondamentale per destare l’attenzione e scatenare la curiosità di chi vuole saperne di più. Spesso ci sono storie meravigliose dietro un progetto che non si raccontano mai o che passano in secondo piano. Se vi contatta un giornalista con buona approssimazione vorrà partire da quella. Spendere qualche parola su come è nata l’idea potrebbe essere un buon punto di partenza.

Il logo vi rende riconoscibili
Di questo aspetto abbiamo parlato anche in occasione della giornata formativa dedicata alla proprietà intellettuale. Quel segno grafico identifica la vostra idea e vi dà un allure di professionalità. Ragionate bene quindi sul logo e di conseguenza anche sul nome da dare alla vostra startup.

Sito e social network

Al giorno d’oggi non è un’impresa eccezionale avere un sito, anche basic, e una pagina aggiornata di un social network (da valutare quello più si confà al vostro progetto). Ricordatevi di inserire le informazioni più importanti: di cosa vi occupate, i membri del team, l’indirizzo e i recapiti. Una volta varati i social, sarebbe opportuno tenerli vivi con qualche aggiornamento relativo alla vostra attività. Per voi può sembrare secondario, ma di solito queste sono le prime cose che i giornalisti (ma non solo loro) vanno a guardare per capire se vale la pena approfondire.

Il biglietto da visita


Come abbiamo avuto già modo di dire, non si può mai sapere dove è nascosto un investitore o un cliente. Il biglietto da visita è comodo per evitare l’imbarazzo di capire chi deve segnarsi il numero e inoltre contiene più informazioni: nome, sede, telefono, mail e auspicabilmente sito e pagine social. Lontani i tempi in cui si doveva andare in tipografia: ora si possono ordinare on line con pochi e semplici passaggi. Anche se il vostro obiettivo è diventare una startup di un certo livello e prendere voi i biglietti da visita tenendo le redini del controllo della relazione, in questa fase di avvio però dovete ancora farvi conoscere. Guai a farvi trovare impreparati.


(Grazie a Niccolò Sanarico di dPixel per i suggerimenti)

Tempo di riposo sì, ma con moderazione e tattica, ovvero: non sapete mai chi potrebbe essere il vicino d’ombrellone. Agosto, tempo di rela...

La vacanza dello startCupper

Tempo di riposo sì, ma con moderazione e tattica, ovvero: non sapete mai chi potrebbe essere il vicino d’ombrellone.

Agosto, tempo di relax. Dopo le fatiche dei primi impegni della Start Cup, è importante prendersi un periodo di meritato riposo in vista dell’”autunno caldo” degli step successivi. La spiaggia, però, ma anche la montagna, le colline, le terme o il paesello natale, possono essere terreno di gioco ideale per un’attività Out of the building da svolgere senza stress, ma necessaria per non perdere smalto e tenersi in forma.

L’esercizio infatti è fondamentale: un potenziale cliente, investitore o partner potrebbe trovarsi di fianco a voi mentre ordinate una bevanda fresca al bar.
Importante è però, non risultare aggressivi, specialmente se venite a sapere che il vostro stabilimento ospita, per dire, un venture capitalist americano. In questo caso lasciatevi guidare dall’informalità del costume da bagno: in fondo siete sulla stessa barca o forse è più corretto dire sullo stesso materassino.

Un primo passo per approfondire concetti utili, ma anche per  facilitare l’ice breacking con i vostri vicini di ombrellone, è la lista di letture che vi consigliamo di seguito. Non solo libri però. Ci sono anche una serie di video da vedere, sia per imparare sia per trarre ispirazione. Tra questi, vi suggeriamo innanzitutto le testimonianze di StartCupper del passato raccolte nei mesi scorsi: da Niccolò Manaresi, vincitore della prima edizione a Cubbit, passando per U&O e Scent. Poi ci sono alcuni Ted Talks interessanti per il loro contenuti e altrettanti pitch da guardare per la forma.

Va da sé che ogni lettura può risultare essere interessante: staccare è necessario e al contempo si allena la creatività. Non ci resta che augurarvi buone ma soprattutto rilassanti vacanze. E ricordatevi di infilare il vostro biglietto da visita in valigia: anche i manager e gli investitori vanno in vacanza come voi!

Letture consigliate

L'Arte di Chi Parte (Bene) di Guy Kawasaki (The art of the start).
Chi ben inizia è a metà dell’opera, si dice. L’autore, tra gli artefici del successo del Macintosh negli anni ’80, è un esperto di marketing e di strategia aziendale. Qui in rassegna una serie di consigli utili per chi vuole intraprendere una nuova avventura imprenditoriale (e non solo).

Partire leggeri. Il metodo Lean Startup: innovazione senza sprechi per nuovi business di successo di Eric Ries (The Lean Startup: How Today's Entrepreneurs Use Continuous Innovation to Create Radically Successful Businesses)
L’autore è un imprenditore che ha cercato di mettere a punto un metodo (il Lean Startup applicato anche in Italia) mirato a ridurre tempi e costi di un avvio d’impresa grazie a un confronto continuo con il mercato e il contesto di riferimento.

Startupper. Guida alla creazione di imprese innovative di Steve Blank (The startup owner's manual)
Si tratta di un manuale indispensabile per chi vuole fare impresa, non necessariamente da leggere una pagina dietro l’altra ma da consultare di volta in volta che si analizza un tema. L’autore è più che affidabile: è uno dei pionieri della Silicon Valley ora startupper seriale e accademico.

Da zero a uno. I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro di Peter Thiel
Il futuro si costruisce partendo da 0. L’autore parla dell’unicità dell’atto creativo perché l’innovazione si fa partendo da ciò che prima non esisteva. Un invito a ragionare fuori dagli schemi che viene dal fondatore di Paypal.

Pitch anything. La presentazione perfetta. Il metodo innovativo per comunicare, convincere e farsi dire sempre di sì di Oren Klaff
Le idee vanno anche vendute e per farlo bisogna sedurre il proprio interlocutore con un pitch di successo.

The Pyramid Principle: Logic in Writing and Thinking di Barbara Minto
Un testo fondamentale per seguire il filo del proprio discorso quando si vuole raccontare la propria idea di business.

Value Proposition Design e Creare modelli di business (Business Model Generation) di Alexander Osterwalder
L’autore è l’inventore del business model canvas un modello chiaro per permettere a tutti di capire i punti fondamentali di un progetto d’impresa attraverso l’uso di un linguaggio visuale.

Riclassificazione e indici di bilancio di Riccardo Silvi
Una startup di successo deve anche fare i conti con una dettagliata analisi economico-finanziaria. In questo volume, ricco di esempi, si approfondiscono i temi legati alla parte quantitativa del business plan.

High Growth Handbook di Elad Gil
L’autore è un imprenditore seriale, un investitore e un consulente di aziende come AirBnB e Pinterest nonché ex vicepresidente della strategia aziendale di Twitter. Il volume offre una serie di consigli autorevoli per fare crescere il proprio business.

The Hard Thing About Hard Things: Building a Business When There Are No Easy Answers di Ben Horowitz
Il libro è scritto da uno dei più stimati imprenditori della Silicon Valley ed è una raccolta di consigli su come gestire una startup che non si imparano nelle business school. L’autore non indora la pillola ma parla in tutta franchezza di quanto gestire un’azienda sia tutt’altro che semplice. Una curiosità: la lettura è condita di testi di canzoni rap, genere di cui Horowitz è un grande fan.

Blog, video e corsi


(Grazie a Niccolò Sanarico e a tutto il team di dPixel per i suggerimenti)








Non solo pitch e business plan: ci sono tanti altri temi da approfondire per sviluppare un progetto imprenditoriale. -- Non solo pit...

Proprietà intellettuale e privacy: come tutelarsi




Non solo pitch e business plan: ci sono tanti altri temi da approfondire per sviluppare un progetto imprenditoriale.
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Non solo pitch e business plan: i gruppi di ricerca finalisti dell’edizione della Start Cup Emilia-Romagna 2019 in questa Fase 2 hanno modo di approfondire alcuni temi necessari per sviluppare il proprio progetto imprenditoriale. Giovedì 18 luglio a WCap l’avvocato Marco Giacomello, esperto proprietà intellettuale (marchi e brevetti) e privacy (trattamento dei dati personali), ha spiegato in aula quali sono le lampadine da accendere quando si ha tra le mani una startup innovativa.


1) Il marchio
Con marchio si intende qualunque segno grafico denominativo o verbale che rappresenta la startup: può essere un nome, una parte grafica, può essere un marchio misto quindi un nome e una parte grafica. Racconta l’identità di un progetto, li rappresenta e li distingue dagli altri. Spesso si è portati a pensare che si tratti di un processo complesso o che sia un aspetto secondario ma quando ci si presenta all’esterno (a un investitore, un business angel, un partner) comunicare che si ha una proprietà intellettuale registrata e riconosciuta per dieci anni diventa un asset. Il marchio è la prima cosa che dovrebbe essere analizzata anche perché fossilizza qualcosa che si sta costruendo e mostra un obiettivo.

2) Il brevetto
Se la startup ha inventato qualcosa di innovativo (la legge parla di un quantum minimo di creatività) deve capire se può tutelare l’idea con un brevetto. È una soluzione non immediata ma se c’è dà un boost in più rispetto al marchio. Il marchio infatti rappresenta la parte più comunicativa e identitaria mentre il brevetto è il core del progetto. Avere un brevetto oggi significa avere qualcosa di importante che si può rivendere, licenziare o scambiare. L’iter per il raggiungimento del brevetto è tuttavia più complessa.

3) La blockchain
Quando non si hanno i requisiti per un brevetto ci si può affidare alla certificazione blockchain. Si tratta di una modalità che garantisce una data certa di anteriorità: si supera quello che chiamiamo timestamp (una volta si andava dal notaio o ci si spedivano delle buste chiuse) dal momento in cui si può certificare anche il contenuto. La blockchain permette di inviare un file in maniera criptata - quindi sicura - su un registro e non può essere modificato senza che altri se ne accorgano. Un certificato blockchain, inoltre, non ha scadenza. Si tratta di una tutela parallela alla proprietà intellettuale.

4) La privacy
I dati personali delle persone fisiche oggi sono sì un grande valore ma anche un grande rischio. Il rischio è che se non si rispetta la normativa si possono subire sanzioni molto elevate. Occorre prestare molta attenzione a ogni aspetto che riguarda la normativa GDPR ovvero i consensi informati che si fanno sottoscrivere, la gestione dei dati una volta acquisiti e la loro cancellazione. Chi ha accesso a questi dati ha un grosso asset ma la tracciatura degli stessi deve essere unica, certa e garantita. I progetti innovativi, inoltre, vista la loro mediaticità potrebbero essere più passibili di controlli da parte del garante della privacy. Attenzione quindi a questo aspetto.

5) Gli accordi di riservatezza
Oltre a tutto questo di cui abbiamo parlato finora, è consigliabile come ulteriore tutela, far firmare un accordo di riservatezza (i famosi NDA Non-Disclosure Agreement) prima di raccontare il progetto, soprattutto quando un team sviluppa qualcosa di particolarmente innovativo. Un accordo di questo tipo vincola le parti, è una soluzione ulteriore per non avere brutte sorprese.


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